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A Palazzo Pirelli la mostra “Figura Forma. 100 anni di Rachele Bianchi”

Rachele Bianchi, Personaggio, 2013

Rachele Bianchi, Personaggio, 2013

In occasione del Centenario della nascita di Rachele Bianchi (Milano, 1925 – 2018), l’Archivio presenta Figura Forma. 100 anni di Rachele Bianchi, una mostra che attraverso circa un centinaio di opere, ripercorre il percorso creativo dell’artista. L’esposizione, allestita negli spazi di Palazzo PirelliSede del Consiglio regionale della Lombardia, è visitabile dal 14 gennaio al 6 febbraio 2026 e vede la co-curatela di Erika Lacava e dell’Archivio.

Rachele Bianchi, scultrice e pittrice autodidatta, ha lasciato un corpus di oltre 1.600 opere tra sculture, bassorilievi, dipinti e disegni, costruendo una poetica riconoscibile, centrata sull’evoluzione della figura femminile come archetipo e simbolo. È una delle prime artiste donne che ha ottenuto dei riconoscimenti pubblici a Milano e in Regione Lombardia: la sua scultura Personaggio, collocata in via Vittor Pisani, è la prima opera pubblica della città realizzata da una donna e dedicata alle donne e rappresenta un simbolo di inclusione e uguaglianza. Altre 13 opere, tutte raffiguranti la figura femminile, sono presenti in Lombardia in altrettanti spazi pubblici. Il contributo artistico e sociale dell’artista è stato ulteriormente riconosciuto nel 2019 con la menzione tra le prime cento donne al Famedio di Milano, un riconoscimento riservato a chi ha lasciato un’impronta significativa nella storia e nella cultura della città.

Le sculture di Rachele Bianchi sono opere vive, capaci di superare le generazioni e di raccontare la forza di una donna che ha sfidato i pregiudizi del suo tempo. Autodidatta e determinata, l’artista ha scelto la scultura, un campo tradizionalmente considerato “non adatto” alle donne, dimostrando coraggio e talento straordinari. Nel corso della sua carriera ha saputo affermarsi in un contesto artistico dominato dagli uomini, trasformando materiali impegnativi come marmo e bronzo in opere di grande poesia e potenza espressiva. Con la sua pratica artistica, Rachele Bianchi ha contribuito a ridefinire il ruolo della donna nell’arte del XX secolo, lasciando un segno nella cultura italiana.

L’antologica postuma ripercorre settant’anni di inesauribile ricerca artistica, offrendo un viaggio immersivo attraverso l’evoluzione del linguaggio di Rachele Bianchi e della profondità dei temi che hanno segnato l’intera produzione dell’artista. Il percorso espositivo si apre con una sala di highlights, dove quattro opere emblematiche sintetizzano la complessità del suo universo creativo. Accanto, le fotografie di Daniela Ferrante documentano la presenza pubblica dell’artista in Lombardia: dal monumentale Personaggio di via Vittor Pisani alle opere che dialogano con musei e spazi aperti. Una sezione intima introduce invece alla dimensione privata di Rachele Bianchi: pagelle, lettere, schizzi preparatori, fotografie e appunti d’archivio compongono un racconto che permette di “sfogliare” il suo vissuto quotidiano. Lungo il percorso, frasi tratte da interviste scorrono sulle pareti e accompagnano il visitatore.

La mostra prosegue con una sezione dedicata ai disegni degli anni Cinquanta, in cui il tratto essenziale della matita rivela lo studio del corpo femminile nel dopoguerra. Seguono poi le ceramiche, primi segnali del passaggio alla tridimensionalità e testimonianza dell’urgenza di “plasmare la materia” trasformandola in forma e narrazione.

Il cuore della mostra è la grande sala centrale, dedicata ai cicli più profondi e autobiografici dell’artista, dalle sculture ai bassorilievi: le natività e maternità degli anni Cinquanta e Sessanta, permeate di intimità; la donna ammantata, figura-protezione nata nei momenti di crisi; i Personaggi dal manto geometricamente strutturato e via via più rarefatto; e la “rete”, simbolo di inclusione e contaminazione, divenuta una delle cifre più riconoscibili del lavoro dell’artista.

Una sezione conclusiva è dedicata alle tele degli anni Duemila, opere sorprendenti per energia e libertà formale, che testimoniano come, anche oltre gli ottant’anni, Rachele Bianchi continuasse a sperimentare con uno sguardo lucido sul mondo. Il percorso si chiude restituendo l’immagine di un’artista autodidatta, prolifica e innovatrice, che attraverso la FORMA ha contribuito alla rappresentazione della donna nel secondo Novecento fino alle soglie del nuovo millennio, rivendicando oggi il suo posto nella storia dell’arte contemporanea. A corredo della mostra un catalogo edito da Nomos Edizioni.

L’Archivio Rachele Bianchi 3.0: quattro reti per una visione contemporanea

Nato nel 2019 come associazione culturale senza fini di lucro, l’Archivio conserva, studia e valorizza l’opera della scultrice Rachele Bianchi (1925–2018), portandone avanti l’eredità artistica con uno sguardo contemporaneo. Custodisce l’intero corpus dell’artista e promuove progetti che mettono in dialogo la sua ricerca con le sensibilità di nuove generazioni di artisti, italiani e internazionali. La sede dell’Archivio è concepita come uno spazio vivo e accessibile, una vera “rete aperta”: un luogo dove il patrimonio dell’artista continua a generare connessioni, visioni e nuove forme di creatività. Attorno a questa missione si sviluppano quattro “reti” che definiscono l’identità culturale dell’Archivio.

La prima rete è dedicata al cuore del progetto: la conservazione, lo studio e la valorizzazione dell’opera di Rachele Bianchi, attraverso mostre istituzionali e iniziative di ricerca che approfondiscono la sua poetica e il suo percorso artistico.

Accanto a questa si sviluppa la Rete Aperta, il programma che ogni anno coinvolge giovani artisti e artiste selezionati dal Comitato Scientifico per creare un dialogo diretto con l’opera di Rachele Bianchi. In questo ambito si inserisce la mostra Reti 2025, ospitata fino al 30 novembre e realizzata con Isorropia Homegallery, che presenta le opere di Debora Garritani in dialogo con quelle dell’artista. Ad oggi l’Archivio ha ospitato gratuitamente oltre quindici artisti nell’ambito di questo percorso, offrendo loro uno spazio di confronto e sperimentazione.

La terza area è dedicata a Donne tra le righe, un ciclo annuale di incontri e presentazioni di libri che esplorano narrazioni, autobiografie e sguardi femminili, ampliando il lavoro dell’Archivio verso la dimensione letteraria e culturale legata alle donne.

Infine, il progetto più recente è La Rete delle Artiste, nato in occasione del Centenario: una rete che connette archivi, atelier e fondazioni dedicati ad artiste donne a Milano e in Lombardia, promuovendo collaborazione, visibilità e dialogo tra realtà culturali affini. Ne fanno parte, oltre all’Archivio Rachele Bianchi che è promotore dell’iniziativa, l’Archivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, l’Archivio Eredi Nanda Vigo, l’Archivio Elisabetta Keller, l’Archivio Gabriella Benedini, l’Atelier Mazot Milano, la Fondazione Maria Cristina Carlini, la Fondazione Federica Galli e lo Studio Museo Bianca Orsi.

Il Centenario rappresenta per l’Archivio un momento di espansione e consolidamento, con una serie di azioni strategiche volte a rafforzare l’apertura alla città e al pubblico: l’istituzione di un Comitato Scientifico, il rinnovamento della piattaforma digitale e l’iscrizione al Registro delle Associazioni del Municipio 1 del Comune di Milano. Guidato da una visione culturale attenta ai temi dell’identità femminile, della ricerca artistica e del dialogo intergenerazionale, l’Archivio Rachele Bianchi continua a essere un punto di riferimento per la valorizzazione dell’opera dell’artista e per la promozione della creatività contemporanea.

INFORMAZIONI MOSTRA

FIGURA FORMA

100 anni di Rachele Bianchi

14 gennaio – 6 febbraio 2026

Mostra co-curata da Erika Lacava e dall’Archivio Rachele Bianchi

Palazzo Pirelli – Sede del Consiglio regionale della Lombardia

Via Fabio Filzi 22, Milano

Inaugurazione: martedì 13 gennaio 2026 alle ore 18.00

Orari: lunedì – giovedì 9.00 – 18.00 | venerdì 9.00 – 13.00

Ingresso libero

 ARCHIVIO RACHELE BIANCHI

Via Legnano, 14 – 20121 Milano

www.archiviorachelebianchi.it | Per informazioni: info@archiviorachelebianchi.it

Instagram: @archiviorachelebianchi | Facebook: Archivio Rachele Bianchi

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