Come cosa c’entra? Vuoi dirmi che è un caso?
Fulvio si fece serio. No che non è un caso, mormorò.
Nulla succede per caso. ….
come un cassetto del comò.
Comunque non contava quando o dove l’avesse
vista. Contava che ne aveva serbata una memoria
subdola – uno di quei “rimossi” da cui dipendono
il nostro carattere e il nostro destino, avrebbe detto
Giulia.
Uno di quei rimossi che condizionano i rapporti
con le persone e l’andamento della vita.
Che ti rendono insoddisfatto. Incompleto. Invidioso.
Che ti inoculano una terribile nostalgia di tua
madre dopo avertela fatta odiare al di là dei suoi
demeriti.
O che ti spingono ad azioni incomprensibili,
come quando accetti gli inviti degli sconosciuti nel
giorno in cui compi trent’anni.
E così via, in un crescendo di riferimenti puramente
voluti.
La prima parte del romanzo non è per nulla avvincente, ma superate le 50 pagine la storia inizia ad avere corpo e ad entusiasmare il lettore.
Alcuni passaggi sono poco sviluppati mentre la trama è sempre chiara e scorrevole, ma tutto sommato è una piacevole lettura.
A volte il destino ha molta più fantasia di noi.
Se un giorno incontri per caso una persona e all’improvviso è come se la conoscessi, è come se fosse parte di te, che faresti?
È la storia sofferta di una madre.
È la storia di un uomo che non vuole più vedere la madre.
È la storia dello stesso uomo che riscopre un segreto che molto probabilmente aveva scoperto nella sua infanzia.
È un segreto che ricolma il cuore d’amore.
È il perdersi e il ritrovarsi allo stesso tempo.
Dopo la lettura ti resta la sensazione di voler incontrare i protagonisti ed abbracciarli.





































