C’è un ragazzo che non parla mai, non perché non abbia nulla da dire, ma perché teme che le parole non basteranno mai a contenere tutto ciò che sente. Da questa intuizione semplice e potente nasce La canzone del silenzio, romanzo d’esordio di Giulia Chiorboli pubblicato da Triskell Edizioni. È un young adult contemporaneo che rientra nel filone LGBTQ+ MM romance, e che sceglie di raccontare l’amore attraverso ciò che di solito viene taciuto: la paura, la vergogna, il bisogno disperato di essere visti. Il verdetto, per chi cerca una storia di formazione capace di lasciare il segno, è che questo libro merita attenzione, non tanto per l’originalità della trama quanto per la delicatezza con cui affronta temi complessi senza mai scivolare nel didascalico.
Griffin, Alistair e l’estate che spezza un equilibrio
Al centro della vicenda c’è Griffin Lockhart, diciassettenne inglese che vive nella cittadina immaginaria di Lakebury e che ha fatto del silenzio la propria corazza, evitando legami e conversazioni per il timore di non essere mai abbastanza brillante da meritare ascolto. Il suo mondo ordinato viene scardinato quando soccorre un ragazzo sconosciuto, dai capelli ribelli e dal sorriso luminoso, inseguito nel cuore della notte: è l’inizio del legame con Alistair, personaggio che porta con sé ferite proprie e che costringerà Griffin a mettere in discussione la propria zona di comfort. Attorno a loro si muove un gruppo di comprimari, tra cui l’amica Maeve, disegnati con una cura che li rende credibili anche nei ruoli secondari. La narrazione, ambientata durante una singola estate, procede con il ritmo lento e insieme teso delle storie di formazione, per poi virare verso una svolta più cupa, legata a violenza psicologica e stalking, che porta i protagonisti a confrontarsi con il coraggio di denunciare chi li ha feriti.
Il silenzio come struttura narrativa, non solo come tema
Ciò che distingue questo romanzo da molte altre storie friends to lovers è la coerenza tra contenuto e forma: Chiorboli non si limita a raccontare un protagonista silenzioso, ma costruisce l’intero libro attorno al non detto, lasciando che siano i gesti, le canzoni ascoltate in cuffia, i messaggi lasciati senza risposta a parlare al posto dei dialoghi. La scrittura alterna momenti onirici a passaggi molto concreti, quasi fisici, nel descrivere l’ansia sociale di Griffin e la sua fatica quotidiana nello stare al mondo. È una prosa che privilegia l’introspezione, capace di rallentare il tempo della lettura proprio nei momenti in cui i personaggi non riescono a parlare, trasformando quella difficoltà in un ritmo narrativo riconoscibile e mai artificioso.
Un’autrice giovanissima e un debutto che arriva da Wattpad
Dietro La canzone del silenzio c’è una storia editoriale che rende il romanzo ancora più interessante da osservare: Giulia Chiorboli, nata nel 2006 in provincia di Milano e oggi iscritta alla facoltà di Lettere Moderne, ha sviluppato la vicenda di Griffin e Alistair per anni prima che diventasse un libro vero e proprio, portando in libreria una storia già amata da una community di lettori digitali. Questo percorso, tipico di una nuova generazione di autrici italiane cresciute tra piattaforme di scrittura online e case editrici indipendenti specializzate in narrativa romance, si riflette in un testo che conosce bene i codici del genere ma che prova comunque a spingersi oltre, affrontando senza reticenze temi come l’abuso psicologico e la fatica di chiedere aiuto. Non è un romanzo perfetto: la seconda parte, più concentrata sugli sviluppi drammatici della trama, perde in parte la delicatezza dei primi capitoli. Resta però un esordio che dimostra sensibilità autoriale e capacità di costruire personaggi in cui immedesimarsi, confermando Triskell Edizioni come editore attento alle voci emergenti del romance italiano.

La canzone del silenzio
di Giulia Chiorboli
Triskell Edizioni, 2026 (398 pag.)





























