C’è un gesto che milioni di italiani compiono ogni estate appena l’aereo tocca terra fuori dai confini europei: disattivare i dati mobili. Un riflesso quasi automatico, nato da anni di bollette shock e di racconti da incubo su chi, per aver guardato due video o scaricato una mappa, si è ritrovato addebiti da migliaia di euro. Secondo un’indagine della Commissione Europea, circa un terzo dei viaggiatori attiva la modalità aereo per prudenza, e un quarto spegne addirittura il telefono. È il sintomo di una diffidenza che il mercato delle telecomunicazioni sta provando, lentamente, a smontare.
Il salto di qualità nato in Europa nel 2017
Tutto cambia idealmente il 15 giugno 2017, giorno in cui l’Unione Europea impone agli operatori il principio del Roam Like At Home: nei ventisette Paesi membri, più Islanda, Norvegia, Liechtenstein e altri Stati associati, usare il telefono deve costare come restare a casa. Da allora i giga inclusi nei piani europei viaggiano insieme al cliente, senza sorprese. Ma quella barriera, invisibile e rassicurante, si ferma esattamente ai confini dell’Unione. Appena si mette piede in un aeroporto di Bangkok, Città del Capo o Dubai, tutte le certezze evaporano.
Fuori dall’Ue il conto può ancora far paura
Le tariffe extra Unione restano un terreno frastagliato e imprevedibile. Consumare pochi giga con un piano tradizionale in mete come l’Australia o gli Emirati Arabi può tradursi in decine o centinaia di euro di sovrapprezzo, mentre in alcune destinazioni turistiche più remote gli eccessi di consumo hanno prodotto, in passato, bollette da capogiro finite persino sulle pagine di cronaca. Non stupisce che negli ultimi anni sia esploso il mercato delle eSIM da viaggio: schede virtuali acquistabili online, spesso a prezzi contenuti, capaci di offrire dati locali senza passare dal proprio operatore di riferimento. Comode, sì, ma con un prezzo nascosto: gestione separata dal numero abituale, configurazioni non sempre intuitive e, in alcuni casi, la necessità di affidarsi ad aziende domiciliate in Paesi dalle normative sulla privacy tutt’altro che rassicuranti.
La mossa di Iliad e l’effetto domino sul mercato
In questo scenario si inserisce Top 30 Mondo, la nuova tariffa lanciata da Iliad il 7 luglio 2026 e sottoscrivibile fino al 10 settembre: 300 giga in Italia, minuti ed SMS illimitati e, soprattutto, 30 giga di roaming utilizzabili in oltre 110 Paesi, non solo europei ma anche in circa settanta destinazioni extra Unione come Stati Uniti, Giappone, Brasile, Thailandia, Emirati Arabi Uniti e Australia, a 12,99 euro al mese per sempre, con 9,99 euro di costo di attivazione della SIM. Una cifra che, secondo l’operatore, non troverebbe eguali sul mercato italiano per ampiezza di copertura extraeuropea a un prezzo così contenuto. Restano fuori, va detto, alcune mete rilevanti: la Cina continentale, la Russia, l’Arabia Saudita e diverse destinazioni turistiche come Maldive e Seychelles.
Gli altri operatori italiani, per ora, giocano su registri diversi: c’è chi punta su pass temporanei che possono superare i trenta euro per pochi giga extra Ue, chi lega la convenienza soprattutto alla Svizzera, chi ragiona per zone geografiche con prezzi differenziati e chi, come alcuni piani più economici, blocca di default internet fuori dall’Unione lasciando all’utente la scelta di sbloccarlo pagando a consumo.
Cosa cambia davvero per chi viaggia
Al di là del singolo prodotto commerciale, il punto è un altro: il roaming extra europeo, per anni tallone d’Achille del turista e del lavoratore in trasferta, sta diventando un terreno di competizione aperta. Che si scelga un operatore tradizionale con giga inclusi o una eSIM acquistata pochi giorni prima della partenza, il consiglio degli esperti resta lo stesso: verificare sempre la compatibilità del proprio smartphone con la tecnologia eSIM, leggere le condizioni reali del piano dati — velocità dopo la soglia inclusa, disponibilità di hotspot, validità dall’acquisto o dal primo aggancio alla rete — e non fidarsi mai del prezzo esposto in prima pagina senza controllare la lista dei Paesi effettivamente coperti.
Il risultato, per il viaggiatore italiano, è comunque incoraggiante: la stagione dell’ansia da roaming, fatta di telefoni spenti e modalità aereo attivata per prudenza, sembra avviarsi verso un lento ma concreto ridimensionamento.
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