Larry Sanger, 57 anni, filosofo, uno degli uomini che nel gennaio 2001 ha contribuito a costruire dal nulla la più grande enciclopedia della storia umana, è stato bandito a tempo indeterminato dalla piattaforma che ha contribuito a creare. Non per aver violato leggi civili o penali. Non per aver diffamato qualcuno. Ma per aver condiviso su X — quello che un tempo si chiamava Twitter — un link a una discussione interna di Wikipedia. Una cosa che milioni di utenti comuni fanno ogni giorno, senza conseguenze.
La notizia ha il sapore amaro di una parabola: il padre viene cacciato di casa dai figli. E solleva una domanda che va ben oltre la vicenda personale di Sanger: chi controlla davvero Wikipedia, e secondo quali criteri?
Il progetto che ha scatenato la bufera
Tutto è iniziato il 7 maggio 2026, quando Sanger ha lanciato il WikiProject Intellectual Diversity (WID), una proposta per creare un gruppo ufficiale di redattori interni all’enciclopedia online. Lo scopo dichiarato era ambizioso quanto controverso: portare maggiore pluralismo di vedute all’interno di Wikipedia, con particolare attenzione alle voci che Sanger ritiene penalizzate dall’orientamento editoriale dominante della piattaforma.
Il progetto si proponeva di ampliare il numero di fonti ammissibili, rendere più trasparenti i processi decisionali e rafforzare la genuina neutralità dell’enciclopedia. Sanger ha definito l’obiettivo con un acronimo tagliente, GASP — globalist, academic, secular and progressive — per descrivere quella che a suo avviso è la prospettiva oggi dominante e non dichiarata di Wikipedia.
Il progetto era già stato proposto in precedenza e respinto. Questa volta Sanger ha deciso di riprovarci, con più determinazione e con la spinta dei suoi 91.000 follower su X.
Il post su X e l’accusa di canvassing
Sanger ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma di Elon Musk informando i suoi follower che era in corso una discussione interna su Wikipedia riguardo al suo progetto, aggiungendo che c’erano molti contrari ma anche molti favorevoli. Non ha chiesto esplicitamente di intervenire nella discussione. Ma, secondo gli amministratori di Wikipedia, non era necessario farlo esplicitamente.
La violazione contestata è quella del canvassing: il tentativo, cioè, di portare voci esterne a influenzare decisioni interne alla comunità editoriale. Gli amministratori di Wikipedia hanno concluso la discussione con quello che un redattore ha definito un «chiaro consenso» a bannare Sanger, affermando che vi era accordo generale tra i partecipanti sul fatto che egli avesse praticato canvassing fuori dalla piattaforma e che non stesse contribuendo in maniera costruttiva alla costruzione dell’enciclopedia.
Sanger è stato accusato di canvassing anche per un’intervista rilasciata a un podcast indiano, nel corso della quale aveva incoraggiato chi volesse contrastare quella che definisce una distorsione anti-indù su Wikipedia a iscriversi alla piattaforma e a «imparare le regole del gioco».
La difesa di Sanger: «Nessun processo, nessuna garanzia»
Sanger non ha accettato il verdetto in silenzio. In un’intervista al New York Post ha dichiarato che non esiste alcun processo equo, che le persone vengono sanzionate senza che vengano rispettate le aspettative minime di qualsiasi procedura disciplinare seria.
In una dichiarazione ufficiale ha definito Wikipedia «un’anarchia dominata dalla folla» e ha accusato i suoi amministratori di non valorizzare dettagli come accuse formali, un accusatore designato, decoro procedurale, distinzione tra accusa e giudice, e valutazione imparziale dei fatti. Ha aggiunto che il sistema non ha altro meccanismo se non quello di scatenare una «folla» per far rispettare selettivamente un insieme vago di regole.
Sanger ha anche citato la posizione di Jimmy Wales, l’altro cofondatore di Wikipedia, il quale aveva scritto che il suo post su X era «inequivocabilmente accettabile» e non costituiva canvassing. Una difesa autorevole, rimasta però inascoltata.
Il sistema di valutazione delle fonti al centro del dibattito
Il caso Sanger non è riducibile a un litigio tra ex soci. Tocca una questione strutturale: come Wikipedia decide quali fonti siano attendibili e quali no.
Wikipedia classifica testate come CNN, New York Times, BBC e NBC tra le fonti «generalmente affidabili», mentre Fox News e Newsmax figurano tra quelle «generalmente inaffidabili». Sanger sostiene che questa distinzione non rifletta criteri oggettivi di qualità giornalistica, ma piuttosto un’inclinazione ideologica implicita della comunità editoriale. Ha più volte denunciato quello che chiama il bias di sinistra di Wikipedia, affermando che la piattaforma è diventata troppo globalista, accademica, secolare e progressista.
Questa critica non è nuova, né proviene soltanto da ambienti conservatori. Nel 2024, il Manhattan Institute — istituto di ricerca liberal-conservatore — aveva pubblicato uno studio secondo cui le voci di Wikipedia tendono ad associare un’accezione negativa ai termini e alle figure politiche di destra con maggiore frequenza rispetto a quelle di sinistra.
Wikipedia sotto la lente del Congresso degli Stati Uniti
La questione è talmente rilevante da essere approdata nelle aule del Congresso. Il presidente della Commissione di Vigilanza della Camera, James Comer, e la presidente della sottocommissione per la Cybersicurezza, Nancy Mace, hanno avviato un’indagine su operazioni organizzate, condotte in violazione delle regole della piattaforma, per influenzare l’opinione pubblica americana attraverso la manipolazione di voci di Wikipedia.
I legislatori hanno contestato alla Wikimedia Foundation l’esistenza di operazioni sistematiche per diffondere informazioni antisemite e anti-israeliane nelle voci dell’enciclopedia, nonché tentativi da parte di attori statali ostili di inondare Wikipedia con messaggi filo-russi e antioccidentali.
Wikipedia ha risposto che accoglie con favore l’opportunità di rispondere alle domande della Commissione, sottolineando l’importanza di salvaguardare l’integrità delle informazioni sulla propria piattaforma.
Una governance senza precedenti, e senza equivalenti
Ciò che rende questa vicenda ancora più intricata è la natura stessa di Wikipedia. La piattaforma è il settimo sito più visitato al mondo — la prima fonte a cui milioni di persone si rivolgono quando cercano informazioni di base su qualsiasi argomento. Eppure funziona secondo un sistema di governance che non ha un equivalente preciso nell’ecosistema digitale contemporaneo: non è democratico nel senso classico del termine, non è editoriale come un giornale, non è aziendale come una tech company. È una combinazione dei tre, con tutti i vantaggi e tutte le fragilità che ne derivano.
Il ban di uno dei suoi fondatori per opera di redattori anonimi è, formalmente, coerente con questo sistema. Ma pone una domanda che merita risposta: un sistema che espelle chi ne ha posto le fondamenta, senza garanzie procedurali, senza una struttura di responsabilità riconoscibile, è un sistema giusto? O è semplicemente un sistema che funziona — il che non è la stessa cosa?
Sanger ha scritto su X che non c’è stato un processo equo, nessun accusatore, nessun giudice imparziale, nessuna giuria, nessuna interpretazione della legge. La sua voce è quella di un uomo ferito, certo. Ma è anche la voce di chi ha vissuto dall’interno la nascita di un sistema che oggi, a 25 anni dalla fondazione, sembra aver sviluppato una logica propria — e una propensione alla chiusura verso chi quella logica vuole mettere in discussione.
Se Wikipedia è davvero lo specchio del sapere condiviso dell’umanità, vale la pena chiedersi chi tiene lo specchio, e in quale direzione lo orienta.

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