Attenzione alla qualità, cura dei dettagli e salvaguardia della terra umbra. La cantina Viandante del Cielo, situata a Passignano in provincia di Perugia, si distingue nel panorama vitivinicolo in questi tre elementi.

Viandante del Cielo sorge in una regione intrisa di storia millenaria. Le radici della vite affondano nel passato, dapprima coltivate dagli Etruschi, maestri della fermentazione dell’uva,
e poi tramandate ai Romani. Nel Medioevo, l’Umbria si distingueva per i suoi santi e mistici, con San Francesco d’Assisi in prima linea, innamorato di questa terra ricca di ispirazione.
Un altro elemento distintivo della zona sono i terrazzamenti. Nell’ambito della complessa problematica dei terreni agricoli abbandonati, particolare interesse è infatti rivestito dalle coltivazioni terrazzate. Da un lato queste colture sono state tra le prime ad essere abbandonate, dall’altro, però, sono da
secoli un tratto caratteristico del paesaggio mediterraneo.
Fu proprio l’amore per la storia del territorio unito alla volontà di recuperare e continuare la tradizione millenaria che spinse nel 2007 la proprietà ad acquisire la tenuta abbandonata.
L’incantevole cornice di Viandante del Cielo è il Convento di Frati Cappuccini del XVI secolo, che sovrasta la tenuta, offrendo una vista spettacolare sull’Isola Maggiore nel Trasimeno.
LA NUOVA DIREZIONE SULLE SPONDE DEL TRASIMENO
Viandante del Cielo inaugura una nuova fase della propria storia sotto la guida di Michele Biraga, nuovo direttore d’azienda.
La tenuta è stata fondata nel 2007 dalla Skywalker Vineyards, gruppo californiano fondato da George Lucas,
che include anche tenute in Provenza e in California.

Classe 1989, laureato in Economia, sommelier AIS, con un Master Alma AIS e il WSET livello 3, Michele Biraga porta con sé una formazione internazionale e multidisciplinare. Dopo aver mosso
i primi passi nel mondo dell’ospitalità con Contadi Castaldi, ha vissuto un’esperienza in California, a Sonoma, lavorando nel reparto produzione di dell’azienda Schug Winery. Tornato in
Italia, ha collaborato a Radda in Chianti con Monteraponi, completando così una formazione a 360 gradi nel mondo
vitivinicolo.
« La mia idea è quella di rendere Viandante del Cielo una cantina sempre più aperta al pubblico e al territorio. – Spiega Biraga – Con un’ospitalità di alto livello ma autenticamente calorosa» .
Sotto la sua direzione, Viandante del Cielo guarda a una maggiore integrazione con il territorio umbro, a partire dalla collaborazione con il Consorzio Colli del Trasimeno DOC. Per la prima volta, l’azienda ha partecipato attivamente all’assemblea consortile dedicata al cambio di denominazione in “DOC Vini Colli del Trasimeno”, oggi in fase di approvazione.
« È stato emozionante partecipare a un momento di unità e visione comune». Racconta Biraga, che ha invitato tutte le dodici aziende del consorzio a riunirsi proprio a Viandante del Cielo per la prossima assemblea.
Con un team giovane – l’età media del personale di cantina è 28
anni – Viandante del Cielo unisce entusiasmo, competenza e ricerca. La proprietà ha scelto di lasciare piena libertà creativa a Maurizio Castelli, enologo di fama internazionale, che ha saputo interpretare al meglio il carattere del territorio, dando vita a una gamma di tre vini di straordinaria coerenza e qualità: Viandante, Pristinvm e il bianco Lungolago.
« Lasciare spazio a un professionista come Castelli significa valorizzare al massimo il territorio” – afferma Biraga. “Oggi Viandante del Cielo rappresenta un equilibrio raro tra tecnica, visione e poesia».
UN TERRITORIO UNICO DA CUSTODIRE E VALORIZZARE
Gli enologi Maurizio Castelli, coadiuvato dall’aiuto di Mary Ferrara hanno progettato un sistema di impianto innovativo, che tiene conto di altitudine, esposizione e tipologia di suolo. Abbiamo venti terrazze vitate che si elevano tra 330 e 370 metri. Sulle terrazze più alte, esposte a sud sotto il Convento dei Cappuccini, cresce il Cabernet Sauvignon, perfettamente adattato ai terreni duri e drenanti di arenaria. Più in basso, nelle zone più umide, prospera il Merlot, mentre a nord – su suoli sabbiosi e calcarei – trovano dimora le varietà autoctone umbre: Ciliegiolo, Foglia Tonda, Pugnitello e Sanforte. Nelle aree più fresche e riparate, sotto la protezione del Convento, Chardonnay e Grechetto si incontrano in un equilibrio perfetto tra eleganza internazionale e identità locale.

« La bellezza che ha da offrire Viandante del Cielo si apprezza subito quando arriviamo in azienda. – Continua Biraga – Le terrazze sospese sul lago, i tramonti che infiammano il cielo e il silenzio che accompagna ogni sorso, Viandante del Cielo diventa esperienza, emozione, viaggio».
I 24 ettari totali abbracciano quattro ettari di vigneto, distribuiti lungo le strette terrazze che si affacciano sul lago. Con un’altitudine che varia dai 330 ai 370 metri sul livello del mare e un’esposizione a Sud/Sud-Ovest, il terroir offre condizioni uniche per la coltivazione delle uve, e non solo. Viene praticata un’agricoltura promiscua: su ogni terrazzamento è disposto un filare di olivi secolari o, dove non ce n’erano più, reintegrati da nuovi oliveti impiantati dalla cantina. Una vera e propria azione di recupero della tradizione vitivinicola locale.
I diamanti di punta di Viandante del Cielo sono “Viandante”, audace assemblaggio di Cabernet Sauvignon e Merlot; “Pristinvm”, vivace blend a base Ciliegiolo, varietà autoctona; e “Lungolago” a base Chardonnay, con grande capacità di invecchiamento. La cantina è certificata biologica. Gli approcci eco-sostenibili sono parte integrante dell’azienda, dalla vigna alla cantina, a partire dal recupero e trattamento dell’acqua piovana. Un impegno concreto a ridurre l’impatto ambientale e preservare le risorse naturali.
I valori fondamentali che guidano l’attività di Viandante del Cielo sono chiari: trasparenza del prodotto, rispetto della natura e collaborazione. L’azienda opera, infatti, come un team unito,
una famiglia coesa, dove ogni membro è profondamente legato al prodotto.

Direttore responsabile di No#News Magazine.



































