A Singapore c’è un gruppo di persone che, ogni settimana, si dà appuntamento sotto i blocchi residenziali per scavalcare ringhiere, strisciare sotto gli scivoli e arrampicarsi su muretti di cemento. Non sono adolescenti in cerca di adrenalina sui social: hanno tra i cinquanta e i settant’anni, e stanno imparando a cadere senza rompersi.

Un allenamento nato per strada, riscritto per l’età che avanza

Il parkour, disciplina acrobatica sviluppata in Francia negli anni Novanta, ha sempre avuto l’immagine di uno sport per corpi giovani e incoscienti, capaci di volare tra un tetto e l’altro. A Singapore quell’immagine si è capovolta. Il coach Tan Shie Boon, oggi alla guida della scuola Movement.sg, ha iniziato a insegnare la disciplina agli over 50 nel 2017, dopo che una donna di sessantaquattro anni gli aveva chiesto aiuto per risolvere problemi di equilibrio. In due mesi, quella allieva aveva abbandonato il girello di sostegno e tornato a camminare da sola. Da lì è nato un metodo che oggi coinvolge decine di persone, distribuite in più sedi cittadine, e che sui social raccoglie milioni di visualizzazioni.

Niente acrobazie tra i tetti, solo equilibrio e fiducia

Le lezioni, della durata di circa novanta minuti, non hanno nulla dei salti spettacolari da cortometraggio urbano. Si comincia con un riscaldamento, si prosegue con circuiti su rotaie, muretti e pendii, e si arriva a esercizi mirati a insegnare come atterrare, rialzarsi e proteggere le articolazioni in caso di scivolone. Tra le protagoniste più seguite online ci sono Betty Boon, sessantanovenne che dopo tre anni di allenamento racconta di riuscire a trasportare da sola i propri bagagli su per le scale delle stazioni giapponesi, e altre allieve che hanno raccontato di essere riuscite a evitare una caduta grazie ai riflessi allenati in classe, come accaduto a una partecipante il cui carrello della spesa si è ribaltato in un supermercato.

Una città che invecchia e cerca nuove strade per restare in piedi

Il fenomeno non è un capriccio mediatico isolato, ma la risposta a un’urgenza demografica molto concreta. Singapore è diventata nel 2025 una società “super-aged”, con oltre un quinto della popolazione sopra i 65 anni, e secondo il ministero della Salute entro il 2030 un abitante su quattro rientrerà in questa fascia. Le cadute restano una delle principali cause di lesioni gravi e di perdita di autonomia tra gli anziani, e proprio per questo il lavoro sulla coordinazione, sulla reattività e sulla forza muscolare viene considerato dagli specialisti uno strumento concreto di prevenzione, non un semplice passatempo.

Il valore che va oltre il fisico

Chi frequenta questi corsi racconta benefici che non si fermano al corpo. Il gruppo diventa un punto di ritrovo settimanale, un’occasione per socializzare e per ritrovare fiducia nei propri movimenti quotidiani, dal salire le scale al camminare su una superficie scivolosa. Secondo il coach Tan, l’obiettivo non è mai lo spettacolo ma la capacità di reagire: allenare il corpo a rialzarsi con sicurezza, in modo che una caduta accidentale non si trasformi in un evento traumatico capace di segnare, fisicamente e psicologicamente, il resto della vita di una persona anziana.