C’è un momento, a 1.377 metri di quota sulle Prealpi lombarde, in cui il mondo smette di essere orizzontale. I piedi avanzano su una grata metallica, sotto di loro c’è il vuoto — 12 metri di niente che precipitano verso la roccia — e davanti si apre uno dei panorami più vertiginosi d’Italia: il ramo lecchese del Lago di Como che brilla come stagno fuso, la città di Lecco incastonata tra le acque e i monti, i laghi di Garlate e Annone che scivolano verso la pianura. È il Belvedere del Parco Valentino, ai Piani di Resinelli, e chiunque ci metta piede capisce immediatamente perché sia diventato uno dei luoghi più fotografati dell’intera Lombardia.
Una passerella a ferro di cavallo che sfida la gravità
La struttura — una passerella panoramica a ferro di cavallo che si proietta oltre il ciglio della montagna — è progettata per offrire la sensazione fisica di essere sospesi nel vuoto, al centro di un paesaggio incantato. Non è una metafora: quando ci si trova sull’aggetto metallico e si abbassa lo sguardo attraverso la grata, lo stomaco manda segnali inequivocabili. La realizzazione ha richiesto un investimento di 130.000 euro ed è stata inaugurata a novembre 2020, nell’ambito di un progetto più ampio di valorizzazione turistica delle Valli Prealpine della Provincia di Lecco. Un’opera che non ha mancato di sollevare qualche polemica — c’è chi sostiene che l’acciaio spezzi l’armonia del paesaggio naturale — ma che ha trasformato un luogo già bello in una destinazione capace di attirare visitatori da ogni angolo della regione.
Dai faggi al precipizio: venti minuti che cambiano la prospettiva
Ciò che rende il Belvedere di Pian dei Resinelli davvero eccezionale non è solo la spettacolarità del panorama, ma la democraticità con cui si raggiunge. Il percorso parte dal parcheggio dei Piani Resinelli, segue una strada sterrata lievemente in salita adatta a tutti i livelli, attraversa un bosco di faggi e frassini e in soli venti minuti di cammino porta prima alla Casa Museo Villa Gerosa — un piccolo museo dedicato a flora, fauna e storia geologica della zona — e poi direttamente al Belvedere. Difficoltà classificata come “T”, turistica: adatta a famiglie con bambini, a chi non ha dimestichezza con la montagna, a chi cerca uno sguardo straordinario senza dover sudare ore di dislivello. L’accesso al percorso è gratuito, altro elemento che ha contribuito a moltiplicare il numero di visitatori, trasformando il sito in uno dei punti di riferimento dell’escursionismo lombardo accessibile.
Lo sguardo che abbraccia tre laghi e la pianura
Dal bordo della passerella, nelle giornate terse, la visione si allarga in maniera quasi incredibile. Nelle giornate più limpide si può godere di una vista spettacolare su Lecco, i laghi della Brianza, Milano, la pianura lombarda fino agli Appennini e alle Alpi Occidentali. Tre specchi d’acqua si distendono ai piedi della montagna — il Lago di Como con il suo ramo lecchese, il Lago di Garlate e il Lago di Annone — in una successione cromatica che passa dal verde delle coste boscose al grigio-argento delle acque, fino all’azzurro svanente dell’orizzonte padano. È una prospettiva che ribalta la percezione: dal basso, quei laghi sembrano immensi; da quassù, appaiono come frammenti di un mosaico montano di proporzioni cosmiche.
Il tramonto e la notte: due volti dello stesso precipizio
Il Belvedere cambia carattere con la luce. Se di giorno appartiene ai gitanti, alle famiglie, ai turisti con la macchina fotografica al collo, al tramonto si trasforma in qualcosa di più intimo e potente. Il sole che cala oltre le Alpi Orobiche incendia l’acqua del lago, tingendo ogni cosa di arancio e cobalto, mentre le luci di Lecco cominciano ad accendersi una ad una nel fondovalle. Il parco e la passerella sono accessibili 24 ore su 24, anche se in assenza di illuminazione notturna è necessario munirsi di lampade per le escursioni serali. Chi ha la pazienza e la torcia frontale per restare fino all’imbrunire viene ricompensato con uno spettacolo che poche altitudini sanno offrire: il riflesso delle stelle sul Lario, il profilo nero delle Grigne che si staglia contro il cielo, e il silenzio totale di una montagna che ha smesso di essere turistica e è tornata selvatica.
Pian dei Resinelli: un altopiano oltre il tempo
I Piani Resinelli — il nome deriva dalla famiglia che ne ebbe anticamente la proprietà — sono un altopiano a circa 1.200 metri delle Prealpi Lombarde, che si estende sui comuni di Lecco, Abbadia Lariana, Mandello del Lario e Ballabio. Un luogo che è insieme rifugio e punto di partenza: da qui si scala la Grigna Meridionale, si percorre il Sentiero delle Miniere, si gioca d’inverno con la neve. D’estate, i rifugi e i ristoranti della zona servono quella cucina di montagna fatta di pizzoccheri, polenta, stinco e formaggi d’alpeggio che è di per sé una ragione sufficiente per salire fin quassù. Il Belvedere con la sua passerella è la ciliegina su un dolce già straordinario: un’attrazione che non sostituisce la montagna, ma la racconta da un’angolazione che nessun sentiero normale saprebbe offrire. Sospesi tra cielo e lago, con il vento che sale dalla pianura e l’acciaio che vibra appena sotto i piedi, si capisce perché l’Italia abbia ancora la capacità di togliere il respiro — in tutti i sensi.

Curioso per natura, vivo la vita come se non ci fosse un domani.
Appassionato di enogastronomia e viaggi, racconto storie di sapori, tradizioni e culture attraverso itinerari culinari e destinazioni autentiche. Esploro territori, scopro vini, piatti e prodotti locali, condividendo esperienze sensoriali e consigli pratici per viaggiatori enogastronomici. Amo immergermi nelle tradizioni di ogni luogo, catturando l’essenza di culture diverse e facendo emergere il legame tra territorio e gastronomia. Con uno stile vivace e coinvolgente, trasformo ogni racconto in un’esperienza da gustare e vivere, ispirando chi desidera scoprire il mondo attraverso i suoi sapori autentici. Per me, viaggio e cucina sono strumenti di conoscenza e confronto, capaci di unire le persone e arricchire l’anima.


