Duecentottantacinque chilometri, un rombo rosso dipinto su un tronco e un secolo e mezzo di passi che si sono sovrapposti agli stessi passi. È il Westweg, il sentiero che dal 1900 taglia in due la Foresta Nera tedesca da nord a sud, da Pforzheim fino a Basilea, e che oggi resta uno dei percorsi escursionistici più amati d’Europa. Non è un caso isolato, non è una moda recente: è la prova che, a volte, la strada più antica è ancora quella giusta.
Un’idea nata per dare un futuro alla montagna
Alla fine dell’Ottocento la Foresta Nera era un territorio bellissimo ma poco conosciuto fuori dai confini regionali. Fu lo Schwarzwaldverein, l’associazione escursionistica locale, a decidere di cambiare le cose: nel 1900 tracciò il primo sentiero escursionistico a lunga percorrenza della Germania, affidando il progetto ai pionieri Philipp Bussemer e Julius Kaufmann. Da allora quel rombo rosso bordato di nero, dipinto su alberi, pali e rocce, è diventato un simbolo riconosciuto in tutta Europa, tanto da mutare colore soltanto una volta varcato il confine svizzero, dove diventa giallo.
Un cammino che sale, scende e cambia pelle ad ogni quota
Chi percorre il Westweg attraversa mondi diversi nello spazio di poche ore. Si parte dalle rive dell’Enz, si sale tra le torbiere d’alta quota come la Hohlohsee, si tocca la cresta della Foresta Nera settentrionale dove il Herrenwieser See giace incastonato in un anfiteatro scavato dai ghiacciai. Poi arrivano le vette vere: la Hornisgrinde, il misterioso Mummelsee avvolto da leggende di ninfe d’acqua, e infine il Feldberg, che con i suoi 1.493 metri è il tetto della Foresta Nera. Non manca il fascino delle rovine, dai resti del castello di Husen a quelli di Sausenburg, testimoni silenziosi di un territorio conteso per secoli tra feudi e principati.
Al lago di Titisee il sentiero si divide in due destini
Il tratto più singolare del Westweg si trova al Titisee, lago di origine glaciale dove il percorso si sdoppia in due varianti, entrambe dirette a Basilea ma capaci di raccontare storie diverse. La variante occidentale passa per la cima del Feldberg e per il Belchen, che regala un panorama alpino a trecentosessanta gradi, prima di scendere verso i vigneti e la selvaggia gola della Wolfsschlucht. La variante orientale, invece, punta verso l’Herzogenhorn, seconda vetta della regione, e attraversa il paesaggio carsico del Dinkelberg, dove le doline si alternano a un lago temporaneo, l’Eichener See, che compare e scompare secondo capricci idrologici tutti suoi.
Un traguardo doppiamente di confine
Entrambe le varianti si ricongiungono alla Badischer Bahnhof di Basilea, una stazione che racconta da sola la complessità geografica di questi luoghi: sorge in territorio svizzero ma appartiene amministrativamente alla rete ferroviaria tedesca. Un dettaglio che sintetizza bene lo spirito del Westweg, un sentiero che vive proprio sulla linea sottile tra nazioni, lingue e paesaggi, e che oggi fa parte anche del grande itinerario europeo E1, da Capo Nord alla Sicilia.
Cosa serve davvero per affrontarlo
Con quasi ottomila metri di dislivello complessivo distribuiti su dodici tappe, il Westweg non è una passeggiata improvvisata. Servono scarponcini da trekking con una buona aderenza, uno zaino contenuto sui 40-50 litri, un peso di base che idealmente non superi gli 6-8 chilogrammi, e la prenotazione anticipata dei rifugi nei mesi di maggior afflusso, tra maggio e ottobre. Il vantaggio, per chi non ha tempo per l’intera traversata, è la sua natura modulare: grazie ai collegamenti ferroviari di Pforzheim e Basilea, è possibile assaggiare singole tappe senza rinunciare all’esperienza complessiva.
Perché un sentiero di 125 anni continua a parlare al presente
Nel 2025 il Westweg ha compiuto centoventicinque anni, e lo Schwarzwaldverein li ha celebrati con mostre ed eventi diffusi in tutta la regione. Non è nostalgia: è la conferma che un’infrastruttura pensata per unire persone e territori, se curata nel tempo, non invecchia. Il Westweg resta un invito a rallentare, a misurare il mondo un passo alla volta, in un’epoca che sembra aver dimenticato come si fa.

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