Un indirizzo che porta il nome dello storione più pregiato e non a caso: qui la Russia e i territori dell’ex Unione Sovietica trovano casa a Milano, lontano dai cliché da cartolina.
L’ambiente ricrea con cura quasi scenografica un’epoca sospesa, tra dipinti che raccontano usi e costumi di terre lontane, candelabri decorati e boiserie che rivestono le pareti, componendo un’atmosfera calda e in parte teatrale che riporta indietro nel tempo chi si siede a tavola.
La cucina, guidata dalla chef Evgeniya Lasytchuk, attinge a un repertorio ampio che spazia dalla Russia all’Ucraina, dalla Georgia al Caucaso, restituendo piatti che raccontano culture diverse unite da una stessa idea di convivialità. Il borscht, zuppa di barbabietola dal colore intenso, apre spesso la sequenza insieme all’insalata russa Olivier, mentre i pelmeni e i vareniki, ravioli ripieni cucinati secondo ricette tramandate, rappresentano il cuore artigianale della proposta. Non manca il khachapuri caucasico, focaccia filante ripiena di formaggio, così come lo shashlik alla griglia e la tartare tradizionale, spesso segnalata tra i piatti più riusciti. Il salmone trova spazio in ravioli neri dal colore scenico, mentre il satsivi, stufato di pollo in salsa di noci di origine georgiana, sorprende chi non conosce ancora questa cucina. Tra i secondi, il manzo alla stroganoff conferma la propria fama internazionale.
Un indirizzo che ha saputo ritagliarsi un pubblico fedele, confermato da valutazioni online costantemente alte.
CONTATTI
Via Amatore Sciesa, 1
02 35990238
www.beluga-milano.it
ORARI
Lunedì: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Martedì: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Mercoledì: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Giovedì: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Venerdì: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Sabato: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Domenica: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































