A’Riccione evoca immediatamente la sensazione di un elegante salotto affacciato sul mare, un rifugio raffinato dove la tradizione si intreccia con contaminazioni internazionali, creando un’atmosfera calda e accogliente. Le luci soffuse e l’arredo curato invitano a un’esperienza che va oltre il semplice pasto, con un servizio attento e cortese che accompagna ogni portata con discrezione e professionalità.
Al centro della scena, il pesce domina la tavola con una freschezza palpabile, frutto di un’attenta selezione che celebra la qualità e la varietà delle materie prime. Le ostriche rappresentano un vero e proprio spettacolo, con oltre quaranta varietà da ogni angolo del mondo, tra cui spicca l’esclusiva “ostrica A’R”, simbolo di un’eccellenza che non teme confronti. I piatti raccontano una passione per il mare e per la ricerca, dalle porzioni generose del gran misto gratinato agli spaghetti con le vongole, fino ai fritti misti croccanti e saporiti, capaci di esaltare la materia prima senza sovrastarla.
Anche chi preferisce alternative al pesce trova proposte curate, a conferma di un’offerta gastronomica pensata per soddisfare ogni esigenza.
La carta dei vini, ampia e ben selezionata, completa l’esperienza, offrendo abbinamenti che esaltano le sfumature di ogni piatto.
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ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12.30-15.30 | 19.30-23.30
Mercoledì: 12.30-15.30 | 19.30-23.30
Giovedì: 12.30-15.30 | 19.30-23.30
Venerdì: 12.30-15.30 | 19.30-23.30
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Domenica: 12.30-15.30 | 19.30-23.30
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































