Milano non ha il mare, eppure qualcuno ha deciso di portarcelo. Dietro il bancone ci sono Giacomo e Gianluca, arrivati dalle Marche con la voglia di valorizzare la loro terra portandola alla bocca di tutti. Al Mercato Isola, Lato Mare ha trovato il loro secondo avamposto milanese, ribattezzato con affettuosa ironia Lato Mercato.
Lo spazio è quello di una bottega aperta sul passaggio, senza porte né cerimonie, con i tavoli del dehors che nelle giornate luminose si animano del traffico umano e gastronomico del mercato. L’atmosfera è quella di un fish bar marchigiano trapiantato a Milano: panini preparati con pan brioche e crudi di pesce convivono in carta con fritti, olive all’ascolana ripiene di pesce, polpette di tonno o di salmone, fish and chips, griglia. Il pan brioche — soffice, leggermente dolce — è il filo conduttore della proposta: nella versione con tartare di tonno, lattuga, cipollotto, battuto di pomodori, sedano, lardo e salsa aioli, arriva al tavolo come una dichiarazione d’intenti. Ci sono poi i piatti del giorno: alici in saor, fritto misto, anguilla roll, che ruotano con la stagione e con quello che arriva fresco. La cucina è a vista e impeccabilmente pulita. I vini sono naturali, selezionati con cura marchigiana. Non è un posto per sostare a lungo, ma per mangiare bene e andare. Il che, in fondo, non è poco.
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Lunedì: –
Martedì: 12:00-15:00 | 19:00-22:00
Mercoledì: 12:00-15:00 | 19:00-22:00
Giovedì: 12:00-15:00 | 19:00-22:30
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































