In un’antica casa milanese dei primi del Novecento con boiserie scura alle pareti, l’Osteria del Gambero Rosso accoglie i suoi ospiti dal 1983, più di quarant’anni di storia che ne hanno fatto un punto fermo per generazioni di milanesi e visitatori. Il nome non è casuale, ma rende omaggio al personaggio del Gambero Rosso della fiaba di Pinocchio scritta da Collodi, e le illustrazioni che animano le pareti riportano alla mente quell’atmosfera un po’ fiabesca, mescolata a un arredamento che unisce eleganza classica e tocchi contemporanei.
Lo chef Roberto Maffi guida una cucina che si muove agile tra terra e mare, con un occhio di riguardo per i crostacei che compaiono in quasi ogni portata. Tra i primi spiccano il tagliolino con gamberetti e burrata e il risotto agli scampi, entrambi diventati un po’ il biglietto da visita della casa, ma la carta propone anche gli spaghetti con pomodoro, vongole veraci e bottarga, quelli più ricchi con gamberoni, scampi, cozze e vongole, e le tagliatelle con code di scampi e pomodorini. Tra i secondi il tonno al sesamo ha conquistato più di un avventore, mentre chi cerca la tradizione trova la cotoletta alla milanese e il vitello con risotto giallo, senza dimenticare tagliate e fiorentine per gli amanti della carne alla griglia.
CONTATTI
Viale Pasubio, 8
02 6571208
www.algambero.com
ORARI
Lunedì: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
Martedì: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
Mercoledì: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
Giovedì: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
Venerdì: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
Sabato: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
Domenica: 12:00-15:00 | 19:00-0:00
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































