Ai piedi dell’Arco della Pace, con Parco Sempione che si allunga proprio di fronte, Pisco porta a Milano un’illusione perfetta di mare aperto in mezzo al traffico cittadino.
Il locale prende il nome dal celebre distillato sudamericano e costruisce attorno a quell’ispirazione un ambiente che ricorda più una trattoria della costiera amalfitana che un ristorante di città: due sale che si susseguono senza soluzione di continuità, legno e ceramiche colorate di Vietri, lampade ricavate da vecchie nasse per la pesca delle aragoste, pareti coperte di fotografie marine in bianco e nero, lavagne scritte a gessetto con il menù del giorno, e al centro dello spazio un antico lavandino genovese di fine Ottocento trasformato in vetrina del pescato.
La cucina, firmata dall’executive chef Diego Macchi insieme al resident chef Davide Stroppolo, punta su leggerezza e stagionalità, aprendo con una sezione dedicata ai crudi dove plateau componibili, tartare e ceviche di branzino o tonno si arricchiscono di suggestioni sudamericane come la leche de tigre, il mais tostato e il peperoncino ecuadoriano. Tra i primi spicca la linguina all’astice, mentre il risotto ai gamberi rossi con crème fraîche al limone porta la firma più identitaria della casa. I secondi raccontano il pesce con mano essenziale, dalla catalana di tonno al branzino in crosta di semi, fino alla cotoletta di tonno con avocado tostato. D’estate il dehor, circondato da piante aromatiche, apre la sala verso il viavai del quartiere. Un coperto di quattro euro include un piccolo benvenuto e una chiusura in pasticceria, mentre i piatti principali si muovono tra i venti e i quaranta euro, in linea con la centralità e la cura del luogo.
CONTATTI
Via Agostino Bertani, 16
02 33605057
www.piscomilano.com
ORARI
Lunedì: 19:00-01:00
Martedì: 19:00-01:00
Mercoledì: 19:00-01:00
Giovedì: 19:00-01:00
Venerdì: 19:00-01:00
Sabato: 19:00-01:00
Domenica: 19:00-01:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































