CATEGORIA
Pizza
FASCIA DI PREZZO
10-20€
MENÙ
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Trattoria Pizzeria L’Ortiga resiste da anni come uno di quei presidi milanesi dove tutti, o quasi, si conoscono. Non è un locale che cerca l’effetto scenico: le tovagliette di carta, l’arredo un po’ vissuto, il servizio che a volte richiede pazienza raccontano una storia di quartiere più che di tendenza, e proprio in questo sta parte del suo fascino, secondo chi lo frequenta da sempre.
Il cuore della proposta è la pizza al trancio, alta, con la base ben cotta e la crosta che in alcune versioni si fa leggermente unta, servita in una dozzina di varianti e in due formati, normale o super. Si può scegliere la cotto e mozzarella, la crudo con speck, la doppia mozzarella, o farla condire secondo il proprio gusto, in un rituale conviviale che i clienti più affezionati descrivono quasi come un’appartenenza. Non manca un piccolo menu di piatti fatti in casa per chi cerca qualcosa oltre al trancio, con paste al ragù tra le proposte più citate. Il giudizio dei visitatori resta però discontinuo: chi vi torna da anni ne loda la genuinità e l’accoglienza, chi vi arriva per la prima volta lamenta talvolta tempi di attesa lunghi o una cottura non sempre impeccabile.
È un indirizzo che non promette eleganza né sperimentazione, ma la sincerità un po’ ruvida di una pizzeria di periferia che continua a sfamare il proprio quartiere, generazione dopo generazione, senza cercare altrove il proprio pubblico.
CONTATTI
Via San Faustino, 1
02 747713
www.pizzeriaortiga.it
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Mercoledì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Giovedì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Venerdì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Sabato: 18:30–23:00
Domenica: 18:30–23:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.


































