CATEGORIA
Pizza
FASCIA DI PREZZO
10–20 €
MENÙ
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Passione Pizzeria porta il proprio nome scritto ovunque, nell’olio extravergine irpino che firma quasi ogni impasto e nell’atmosfera semplice e accogliente di un locale di quartiere che si è conquistato, pizza dopo pizza, una fedeltà quasi ostinata da parte dei suoi clienti. Il disco è napoletano nell’anima, con il cornicione alto e soffice che si gonfia ai bordi e lascia il centro sottile, pronto ad accogliere farciture generose ma mai casuali.
Le materie prime raccontano la Campania senza sconti: mozzarella di bufala DOP, San Marzano Gustarosso, provola e fiordilatte di Agerola, alici di Cetara, capperi di Pantelleria, olive nere di Gaeta, salsiccia campana tagliata a punta di coltello. Tra le proposte più riuscite spicca la Campana, con il cornicione ripieno di ricotta fresca che si scioglie contro il ragù di salsiccia, e la Leonessa, dove la burrata campana incontra pomodorini semi secchi e scaglie di formaggio stagionato. Chi cerca decisione trova la ‘nduja di Spilinga abbinata alla scarola alla napoletana, mentre gli amanti del fritto possono affidarsi ai piatti che affiancano il menu delle pizze, dalle polpette alla pepata di cozze, entrambe citate spesso tra le soddisfazioni della serata.A chiudere, la torta caprese o la pastiera, dolci che riportano dritti a sud, come se il viaggio, cominciato con il primo morso di cornicione, si concludesse solo quando il conto arriva in tavola.
CONTATTI
Via Giacomo Boni, 33
02 38247825
www.ristorantepassione.it
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.































