Dietro il Duomo, resiste da oltre novant’anni un posto che Milano ha il buon senso di non dimenticare. Al Conte Ugolino nasce nel 1935 per volontà della signora Irma Biondi, originaria di Chiesina Uzzanese, piccolo borgo toscano in provincia di Pistoia, arrivata a Milano con la determinazione di chi sa che cosa vuole portare in tavola. La storia è poi passata alla figlia Loredana e al genero Roberto, fino ai nipoti Francesca e Marino, che oggi ne custodiscono l’identità con quella vocazione all’accoglienza che non si insegna nei corsi di management. L’ambiente è di charme, dalle tinte shabby chic, sobrio e caldo, con i tavoli all’esterno che nelle sere di bella stagione si animano del ronzio discreto del centro cittadino.
La cucina nasce dall’incontro tra la tradizione toscana e quella lombarda, senza rinunciare a scorribande nell’intera penisola. Le specialità del giorno vengono segnalate sulla lavagna all’esterno, gesto antico che vale più di qualunque menu plastificato. In tavola primeggiano gli affettati toscani, i risotti, la pasta fatta in casa, i tagli di fassona piemontese, il filetto di black angus, il pesce freschissimo e i dolci di produzione propria. Le linguine con i ricci arrivano rosse e cremose, i ravioli meritano attenzione, la cotoletta alla milanese — quando è giornata giusta — regge il confronto con le migliori della città.
CONTATTI
Piazza Cesare Beccaria, 6
02 876134
www.conteugolino.it
ORARI
Lunedì: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Martedì: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Mercoledì: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Giovedì: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Venerdì: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Sabato: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































