Portobello resiste da decenni come una fotografia ingiallita di una Milano che non bada troppo alle apparenze, un ristorante-pizzeria a conduzione familiare che sembra fermo agli anni Settanta e Ottanta, e per fortuna, verrebbe da dire, non ha mai sentito il bisogno di cambiare pelle. L’ambiente è semplice, un po’ rustico, con i tavoli che si spostano fuori nelle sere più miti, e quella cordialità un po’ démodé che qui non è mai passata di moda, tanto che la fila davanti alla porta è diventata quasi un rito per chi conosce il quartiere.
Il menù si divide tra un’opzione più leggera a pranzo e una proposta serale completa, ma in entrambi i casi racconta la stessa vocazione multiforme, quella di essere il punto di riferimento buono per ogni occasione, dalla pizza napoletana cotta nel forno a legna, fragrante e ben lievitata, ai piatti di mare che qui non sono un ripiego. Si può cominciare con una caprese o un polpo con patate, proseguire con gli spaghetti alle vongole veraci, freschissime e abbondanti, o con un risotto ai gamberetti che i clienti abituali considerano tra i migliori del locale, senza dimenticare la sogliola alla mugnaia per chi cerca qualcosa di più delicato. Chi preferisce la terra trova comunque spazio, tra una carbonara ben eseguita e i grandi classici della cucina italiana. A chiudere, tiramisù e gelato nella più semplice delle tradizioni.
I prezzi restano più bassi della media milanese, un dettaglio che insieme alla generosità delle porzioni spiega perché, sera dopo sera, i tavoli di Portobello continuino a riempirsi di habitué e curiosi in cerca di una Milano più vera.
CONTATTI
Via Plinio, 29
02 29513306
–
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12:00–14:30 | 19:00–23
Mercoledì: 12:00–14:30 | 19:00–23
Giovedì: 12:00–14:30 | 19:00–23
Venerdì: 12:00–14:30 | 19:00–23
Sabato: 12:00–14:30 | 19:00–23
Domenica: 12:00–14:30 | 19:00–23
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































