In zona Wagner-De Angeli, dove la Milano residenziale conserva ancora l’abitudine del ristorante di fiducia. Casa Lucia porta il nome della cuoca che nel 1967 firmò i primi fornelli di questo indirizzo, e da allora la memoria di quella cucina domestica si è trasformata in un locale arredato dal designer Giuliano Nobili con mattoni a vista, grandi specchi e lampade retrò dalla luce calda, mentre il legno domina pavimenti, soffitti e arredi con un calore quasi artigianale. Al centro della sala, alcune cosce di suino appese completano la scenografia rustica e annunciano la vocazione carnivora della proposta.
La cucina italiana qui si muove tra classico e contemporaneo: gli spaghetti alla chitarra con fiori di zucca, pomodorini e ricotta sono in carta fin dall’apertura e restano il piatto identitario, mentre il culatello di Zibello con gnocco fritto racconta le radici emiliane della dispensa. Le carni selezionate, arrivate da diversi allevamenti europei, trovano forma nella tagliata alle cipolle caramellate e nell’immancabile hamburger all’occhio di bue con bacon, senza dimenticare la costoletta alla milanese, croccante fuori e succosa al centro. Non manca la pizza cotta a legna, con la variante “Casa Lucia” a base di mozzarella di bufala, prosciutto crudo, pecorino e rucola. In chiusura, i dolci fatti in casa, dalla banoffee pie alla tarte tatin, accompagnati da una carta dei vini che guarda soprattutto a Piemonte e Toscana.
CONTATTI
Via Carlo Ravizza, 2
02 4986691
www.ristorantecasalucia.it
ORARI
Lunedì: 12:00–14:45| 19:00–00
Martedì: 12:00–14:45| 19:00–00
Mercoledì: 12:00–14:45| 19:00–00
Giovedì: 12:00–14:45| 19:00–00
Venerdì: 12:00–14:45| 19:00–00
Sabato: 12:00–14:45| 19:00–00
Domenica: 12:00–14:45| 19:00–00
ALTERNATIVE IN ZONA
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
