Per molto tempo ho creduto di essermi lasciato questa storia e queste persone alle spalle; ma ora mi rendo conto che da Roma non sono mai veramente andato via, che forse non è mai stato veramente possibile andarsene. Che certi eventi, come certi amori, semplicemente non si possono sradicare. Mi passa per la testa questo pensiero: la vera bellezza, il vero amore, hanno sempre qualcosa di terribile.

Sorprendentemente notai che aveva l’aria triste.

Non riuscì ad aggiungere altro, né ad abbracciarmi o a salutarmi con il giusto calore. Ma non m’importava. La mia mente era già altrove. E, avvolto in un misto di grazia e speranza, convinto che l’inizio di una nuova vita fosse lì ad attendermi, seguii Gregorio fuori dal cortile.

Di solito è facile capire, dopo. Concepire una trama di sottilissimi indizi. Piccole cose. Particolari stonati. Coincidenze bizzarre. Ma la verità è che non c’è nulla in quei ricordi, nessun’ombra li incupisce. C’è solo la mia felicità, la mia completa e totale felicità. E il mio amore per loro.

Difficile da comprendere, e mi rendo conto che la maggior parte dei disastri avvengono così – in maniera improvvisa, in una giornata che era semplicemente come tutte le altre -, ma furono quelle circostanze così irrilevanti a impedirmi di assorbire ciò che stava succedendo.

Ma ci fu una cosa che mi apparve chiara sin da subito: una parte della mia vita era finita, non c’era modo di tornare all’innocenza o all’infanzia. Il sogno si era spezzato. In questi dieci anni ho pensato molto a come sia stato possibile arrivare a un epilogo del genere. A cosa avrei dovuto fare di diverso, a cosa avrei potuto notare con il giusto anticipo.

Mi scrutò con quel suo sopracciglio alzato, come se stesse cercando di capire se il suo discorso avesse fatto breccia. E per un attimo mi domandai se avesse scelto di ascoltare quella canzone perché l’amava particolarmente o perché desiderava comunicare qualcosa.

Per la prima volta in vita mia, un gruppo di amici con cui stare. Con cui studiare, uscire, avere una vita da sedicenne normale. Eppure, per qualche motivo, stavo male. Settembre mi fece ripiombare in uno stato di scombussolamento e malinconia che avevo dimenticato per tutta l’estate. Era strano, sapevo che quello che era il mio percorso, ma, allo stesso tempo ero perso. Defraudato dalla mia stessa identità. Mi osservavo da fuori e se riconoscevo in un qualche grado me stesso nelle azioni e nelle frasi che dicevo, bastava un nonnulla per sentirmi estraniato di nuovo.

E nello spazio di quell’attimo, guardandola, io fui di nuovo ragazzo, accanto a lei, su quella spiaggia, e la vita che avrei potuto vivere mi sfrecciò di fronte luminosa e dolce come sarebbe stata.

E poi il ricordo si perse. Non era che una memoria sbiadita e sfilacciata che mi vorticò nella mente per tutta la notte impedendomi di dormire.

Era una donna incredibile con un universo interiore così sfaccettato e contraddittorio da risultare l’essere più complicato e affascinante della Terra. È assurdo, ma una cosa che ho sempre pensato di lei è che avesse un dono, una capacità tutta speciale di capire gli altri, di inquadrarli … Lei ti

guardava, ti accarezzava, e subito ti comprendeva. Non so come facesse, non le dicevi niente, eppure lei ti capiva esattamente fino al punto in cui tu desideravi essere capito.

Non è facile per me raccontare cosa accadde in seguito. Tutto avvenne in maniera talmente rapida e feroce da essere difficile da riportare. E la rabbia è un sentimento strano, troppo erratico per essere confinato sulla pagina scritta.

 

Un romanzo che ha tutto: l’amore, l’amicizia, il dramma, i ricordi, i sogni, le passioni, le amicizie, gli abbandoni.

Mai stucchevole o banale, tutto equilibrato come la vita.

La storia nasce dopo un fortuito incontro tra i nuovi inquilini e Andrea. Una famiglia intera che gli terrà compagnia, a lui che una famiglia ce l’ha a metà.

Sullo sfondo Roma, la città eterna, eterna come l’affetto che legherà Andrea a Elettra, e, un segreto che li terrà lontani dall’adolescenza fino all’età adulta.

Per quanto il romanzo tocca aspetti drammatici e dolorosi il tono rimane sempre ironico e mai noioso.

Staremo a fianco di Andrea ed Elettra dalla prima adolescenza fino all’età adulta, insieme a loro ci saranno Arman, amico e confidente di Andrea, zia Mimì e il silenzioso padre Amilcare, Gregorio, il Magher che è quello che più si avvicina all’amico del cuore. E sarà proprio lui, che in principio stanerà Andrea dal torpore in cui vive facendogli fare le esperienze giovanili che non ha mai fatto, e, che gli instillerà l’ambizione di realizzare quel sogno che aveva da bambino.

E Clara, come non innamorarsi di lei.

La vita ha piani che noi non sappiamo, ha risvolti che difficilmente immaginiamo, ci fa incontrare persone che ci arricchiscono o ci spronano, confidenti con i quali essere noi stessi.

Ma siamo sicuri di conoscere veramente chi abbiamo al nostro fianco?

Possiamo dire, con certezza, di conoscerli fino in fondo?

recensione di La mia ultima storia per te di Sofia Assante, Ho mantenuto la promessa

La mia ultima storia per te
di Sofia Assante
Mondadori, 2025 (384 pag.)