A New York non è mai stato. Eppure Davide Farioli, 12 anni, di Tradate (Varese), ha passato più di un anno a costruirla, blocco dopo blocco, con una Nintendo Switch e tanta pazienza. Il risultato è una città gigantesca che, se un giorno il ragazzo atterrasse davvero a Manhattan, gli farebbe sentire qualche angolo come casa.

La sua non è una copia fedele della Grande Mela. È una città immaginata, ispirata ai panorami urbani americani e a quelli che il cinema ha impresso nella memoria di tutti. Davide ha raccontato di avere in testa due luoghi in particolare: Manhattan, con i suoi grattacieli, e Buffalo, amata per la tranquillità. Il progetto è stato raccontato dalla stampa locale e ha già una destinazione ambiziosa: la candidatura ai Guinness World Records.

Grattacieli, banche e un ponte che ricorda quello di Brooklyn

Camminando per le strade di questa metropoli digitale si incontrano torri di vetro, villette a schiera, negozi, un centro commerciale, una banca e una stazione di polizia. C’è anche un ponte che strizza l’occhio al Brooklyn Bridge, l’opera inaugurata nel 1883 che ancora oggi è uno dei simboli di New York. Il dettaglio che colpisce è l’interno: gli edifici non sono semplici facciate, ma spazi arredati stanza per stanza.

Per riuscirci Davide non ha usato colla, cartone o mattoncini. Ha usato Minecraft, il videogioco in cui ogni elemento del mondo è un cubo da raccogliere, spostare e trasformare. Il ragazzo parla di circa 500mila blocchi impilati, e sostiene che in lunghezza la sua città equivarrebbe al tragitto Milano-Roma e in larghezza a quello Milano-Torino. Sono misure fornite da lui, come anche la convinzione che nessun altro, da solo e su Switch, abbia costruito una città più grande. Spetterà al Guinness verificarlo.

Un passatempo che somiglia a un cantiere

Raccontata così sembra una favola da cameretta, ma costruire in grande su una console casalinga richiede ingegno. Chi gioca a Minecraft sa che l’impresa si scontra con limiti tecnici da aggirare con astuzia, e Davide ha dovuto imparare a farlo da solo. Secondo quanto riferito dalla madre, è stato lui a portare avanti la candidatura al Guinness in totale autonomia.

La passione affonda in due interessi che a quell’età vanno spesso a braccetto: le città e i Lego. Minecraft li fonde. Nel 2014 Microsoft ha acquistato Mojang, lo studio che lo produce, per 2,5 miliardi di dollari, ma la sua forza resta quella delle origini: un cubo, un’idea, nessun manuale d’istruzioni.

Davide non è il solo ad aver puntato su New York. Dal 2020 la comunità internazionale Build the Earth, guidata dal tedesco Minefact, ricostruisce Manhattan in scala 1:1 usando dati cartografici reali, con centinaia di costruttori al lavoro. Due approcci opposti: da una parte un esercito di volontari con le mappe in mano, dall’altra un ragazzino con la fantasia e una console.

Dal Burj Khalifa al cielo

Fermarsi non rientra nei piani. Il prossimo obiettivo di Davide è il Burj Khalifa di Dubai, la torre più alta del mondo con i suoi 828 metri, che vorrebbe riprodurre fedelmente anche all’interno.

Allora, un futuro da architetto? La risposta arriva senza esitazioni: da grande farà il pilota di linea, o al massimo il programmatore. Forse è la parte più bella della storia. Un ragazzo che ha costruito una città da record e che sogna di guardarla, un giorno, dal finestrino di un aereo. Magari in rotta verso quella New York che finora ha visto solo a pezzi, un blocco alla volta.