Da fine ottobre le ex Officine Grandi Riparazioni diventeranno una porta verso l’ignoto. Non un ingresso qualunque, ma un varco fatto di luce che si moltiplica all’infinito e di superfici che rimandano l’immagine del visitatore fino a farla dissolvere. È l’effetto che promette The Quantum Effect, il grande progetto espositivo che le OGR Torino, insieme a SMAC Venice, porteranno negli spazi del Binario 1 dal 31 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, con inaugurazione fissata per il 30 ottobre.

Un’installazione di Kusama tra le protagoniste del percorso

Tra le proposte più attese della rassegna, curata da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies, spicca l’arrivo a Torino di un’opera firmata Yayoi Kusama, artista giapponese, recentemente scomparsa, nata a Matsumoto nel 1929 che da oltre sessant’anni lavora sul confine sottile tra corpo, spazio e ripetizione. Il lavoro in mostra, intitolato The Eternally Infinite Light of the Universe Illuminating the Quest for Truth, appartiene alla celebre serie delle Infinity Mirrored Room, ambienti specchianti che Kusama ha reso una delle esperienze più riconoscibili dell’arte contemporanea globale. Chi vi entra si trova avvolto da punti di luce che sembrano proseguire senza fine, in una sospensione dove i confini tra sé e il mondo perdono progressivamente consistenza: è il principio della self-obliteration, il tema che attraversa l’intera ricerca dell’artista fin dagli esordi negli anni Sessanta a New York.

La fisica quantistica come chiave di lettura dell’arte contemporanea

L’opera di Kusama non arriva isolata, ma si inserisce in un progetto più ampio che intreccia scienza e immaginario visivo. The Quantum Effect indaga infatti l’influenza della teoria quantistica sulla cultura contemporanea, dal cinema alla musica pop fino alle arti visive, portando in dialogo lavori di artisti come Cerith Wyn Evans, Isa Genzken, Tomás Saraceno, Mark Leckey, Rirkrit Tiravanija, Elaine Sturtevant e Man Ray. Concetti come sovrapposizione degli stati, universi paralleli e materia oscura diventano così strumenti per rileggere lo spazio espositivo, invitando il pubblico a interrogarsi su come le scoperte della fisica del Novecento abbiano trasformato la percezione della realtà.

Un dialogo con il cinema, da Kubrick al presente

A rafforzare il legame tra scienza e immaginario collettivo contribuisce anche una rassegna cinematografica, realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, che accompagnerà la mostra nei mesi di apertura. Tra i riferimenti citati dai curatori compare 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, il cui enigmatico monolite nero diventa metafora ricorrente del progetto, tanto da ispirare persino la forma del volume che accompagna l’esposizione, pubblicato da Verlag Walther und Franz Koenig. Un ciclo di incontri pubblici completerà il programma, approfondendo il rapporto tra fisica quantistica, arte e cultura visiva contemporanea.

Un appuntamento per la stagione artistica torinese

Con questo progetto le OGR Torino, hub culturale della Fondazione CRT, si confermano tra i poli più dinamici della scena artistica italiana, capaci di ospitare grandi nomi internazionali in un dialogo costante tra discipline diverse. L’arrivo della Infinity Mirrored Room di Kusama rappresenta probabilmente il momento più atteso della stagione: un’occasione per perdersi, letteralmente, in uno spazio che non ha fine, e per tornare a guardare la realtà con occhi diversi, sospesi tra scienza e visione artistica.