Nel 1977 Ann Wilson scrisse “Barracuda” in una camera d’albergo di Detroit, ancora furiosa per una domanda ricevuta dopo un concerto: un promotore radiofonico le aveva chiesto come stesse il suo “amante”, e intendeva sua sorella Nancy. Quella frase non veniva dal nulla. Era l’eco di una pubblicità pubblicata dalla casa discografica degli Heart, la Mushroom Records, che lasciava intendere una relazione tra le due sorelle. Il brano aprì l’album Little Queen e raggiunse l’undicesimo posto della classifica Billboard Hot 100.

La pubblicità della Mushroom che fece infuriare le sorelle Wilson

Dreamboat Annie, l’album d’esordio degli Heart, aveva superato il milione di copie. La Mushroom decise di festeggiare con una pagina intera su Rolling Stone, nel numero del 30 dicembre 1976. Il titolo annunciava che un’avventura da un milione contro uno aveva venduto un milione di dischi. Fin qui, niente di strano.

Il problema era l’impaginazione. L’annuncio imitava la prima pagina di un tabloid da supermercato e usava una foto dello shooting della copertina di Dreamboat Annie, con le sorelle a spalle nude. La didascalia faceva il resto: “Era solo la nostra prima volta!”. Per un gruppo che voleva essere giudicato per la musica, era uno schiaffo. Ann e Nancy Wilson dissero poi più volte che quell’annuncio andava contro tutto ciò che stavano costruendo.

Detroit, una frase fuori posto e un testo scritto d’impulso

Qualche mese dopo, il tabloid immaginario produsse effetti reali. Dopo un concerto a Detroit, un promotore radiofonico si avvicinò ad Ann e le chiese del suo “lover”. Il sottinteso era chiaro: nella testa di quell’uomo, le due sorelle erano una coppia.

Ann ha raccontato di aver capito in quel momento quanto fosse volgare il clima in cui lavorava. Tornò in camera e scrisse il testo. Il pezzo prese forma insieme a Nancy, al chitarrista Roger Fisher e al batterista Michael DeRosier, che firmano con lei la canzone.

Il bersaglio, però, non era soltanto un uomo maleducato. Ann Wilson ha spiegato che il barracuda del titolo rappresenta l’industria discografica: un pesce predatore che azzanna chi ha successo e lo trasforma in merce.

Una guerra legale con la Mushroom

Mentre Ann scriveva, la rottura con la Mushroom era già in corso. Gli Heart avevano firmato con la Portrait Records, divisione della CBS, e l’etichetta canadese cercò di impedire l’uscita di Little Queen. I tribunali stabilirono che la band era libera di cambiare casa discografica, ma doveva ancora un secondo album alla Mushroom.

Le due parti si ostacolarono a vicenda. La prima edizione di Little Queen uscì con un avviso sul retro della copertina, mentre la Mushroom mandò sul mercato Magazine, un disco costruito su materiale registrato in precedenza e rimasto incompleto. Su ordine di un tribunale di Seattle, l’album fu ritirato: gli Heart lo rimisero mano, tra nuovi missaggi e voci rifatte, e Magazine tornò in negozio nel 1978.

Barracuda e la politica: lo strano caso di Sarah Palin

La canzone ebbe una seconda vita trent’anni dopo, e non fu una vita serena. Nel settembre 2008, alla convention repubblicana di Saint Paul, “Barracuda” risuonò in onore di Sarah Palin, candidata alla vicepresidenza accanto a John McCain. Il motivo era un soprannome: Palin era stata chiamata “Sarah Barracuda” ai tempi del liceo, quando giocava a basket, per la sua grinta in campo.

Le Wilson non gradirono. Il loro avvocato inviò alla campagna di McCain una diffida e le sorelle dichiararono che i valori di Palin non le rappresentavano come donne americane. I repubblicani risposero di aver ottenuto regolarmente i diritti di esecuzione del brano. Non tutti, nella storia degli Heart, la pensarono allo stesso modo: Roger Fisher, ex chitarrista e coautore, disse a Reuters che per la band era una situazione vantaggiosa, tra visibilità e royalties.

Nel frattempo la canzone che Ann aveva scritto contro un’industria che riduceva due musiciste a una didascalia ammiccante finiva dentro un dibattito elettorale, con l’autrice di nuovo costretta a rivendicare chi poteva usarla e per dire cosa.

Resta una domanda, che chiunque abbia canticchiato quel riff in auto può farsi: quando una canzone nasce da un’offesa, a chi appartiene davvero una volta che tutti la cantano?