Ci sono annunci che arrivano come il primo colpo di cassa in uno stadio buio: prima un battito, poi la folla che capisce. Giovedì 29 ottobre 2026 quel battito è arrivato fino a Milano. Gli U2 hanno svelato le date europee di Carnaval De Luz presents: The Greatest Show On Earth World Tour e, a chiudere il calendario per ora annunciato, hanno scritto due serate allo Stadio San Siro, lunedì 5 e martedì 6 luglio 2027. Per il pubblico italiano è un ritorno atteso da quasi nove anni, dai quattro concerti al Forum di Assago dell’ottobre 2018. A San Siro la band manca da diciotto anni. Ad aprire le serate saranno i Wolf Alice.

Come nacquero gli U2: un annuncio sulla bacheca di una scuola

Ogni leggenda ha un inizio piccolo, e questa è fatta di carta e puntine. Nel settembre del 1976, in una scuola della zona nord di Dublino, un quattordicenne di nome Larry Mullen Jr. appese un foglio scritto a mano: batterista cerca musicisti per formare una band. Il sabato 25 settembre, nella cucina dei suoi genitori, si presentarono in sei o sette. Si suonavano canzoni dei Rolling Stones, e i bravi in realtà erano pochi. Il primo ad arrivare fu un ragazzo taciturno di nome David Evans, che il mondo avrebbe conosciuto come The Edge.

Poi arrivò Bono, e le cose cambiarono in fretta. Anni dopo Mullen avrebbe scherzato sul fatto che la “Larry Mullen Band” era durata una decina di minuti: bastò l’ingresso del futuro cantante per togliergli ogni speranza di comandare. Il gruppo si chiamò prima Feedback, poi The Hype, e nel 1978 scelse il nome definitivo. Quattro adolescenti con pochissima tecnica e una fame enorme stavano imparando a trasformare la mancanza di talento in stile.

Gli anni ottanta degli U2: dai club irlandesi al successo mondiale

Il debutto discografico, Boy, arrivò nel 1980, e per anni la band fu più forte sul palco che nei negozi di dischi. Il 1985 fu l’anno della svolta. A Live Aid, davanti a una platea planetaria, Bono scese dal palco e si tuffò tra la folla per ballare con una ragazza strappata alla calca delle transenne. Quel gesto fece sforare i tempi e costò alla scaletta un brano, ma consegnò alla storia l’immagine di un gruppo capace di abbattere la distanza tra chi suona e chi ascolta.

Due anni dopo uscì The Joshua Tree, il disco che, secondo Rolling Stone, portò gli U2 dallo status di eroi amati a quello di superstar mondiali. Ci sono dentro i grandi spazi americani visti con occhi irlandesi, la ricerca di fede, il dubbio, la polvere del deserto. Una scelta tanto riuscita che la band tornò a celebrarlo dal vivo con il tour del 2017-2019.

Gli U2 negli anni novanta: la reinvenzione tra ironia e schermi giganti

Dopo il trionfo, la scelta più rischiosa: smontare il proprio mito. Nel 1990 i quattro si trasferirono a Berlino, agli Hansa Studios, con l’intenzione di demolire il suono che li aveva resi celebri. Le sessioni furono faticose e tese, ma ne uscì Achtung Baby, nel 1991, il disco di One, che dimostrò come si possa cambiare pelle senza perdere l’anima. Con le chitarre rivestite di elettronica e un’ironia mai sentita prima, arrivarono anche gli occhiali scuri e i pantaloni di pelle.

Nel 1992 il rinnovamento esplose sul palco con lo Zoo TV Tour: pareti di televisori, automobili sospese sopra le teste, telefoni collegati in diretta. Gli U2 avevano trasformato il concerto in un commento sul rumore dei media, e lo avevano fatto nel più grande spettacolo rock che si fosse mai visto.

Il nuovo album degli U2 per i cinquant’anni di carriera

Nel nuovo millennio la band ha alternato la semplicità alla grandeur. Nel 2016, per i quarant’anni, si contavano 175 milioni di album venduti e 22 Grammy. Nel 2023 arrivarono Songs of Surrender, con i brani riregistrati, e la residenza al Sphere di Las Vegas, a cui Larry Mullen Jr. non partecipò per un intervento a collo e schiena: dietro le pelli sedette Bram van den Berg.

Il 25 settembre 2026, a cinquant’anni esatti dal foglietto sulla bacheca, la band ha annunciato Carnaval De Luz, il sedicesimo album in studio e il primo di inediti in nove anni, in uscita il 13 novembre. Nasce dopo due EP a sorpresa del 2026, Days of Ash ed Easter Lily, ed è prodotto da Jacknife Lee. Tra gli ospiti c’è Rosalía, e il disco contiene secondo le anticipazioni l’ultima registrazione vocale di Dolly Parton. Il tour partirà da Città del Messico il 23 febbraio 2027 e sarà il primo con Mullen alla batteria dal 2019, dopo la guarigione.

Storia d’amore tra gli U2 e Milano

Milano e gli U2 hanno un legame fatto anche di decibel. Il 7 e 8 luglio 2009, per il 360° Tour, il palco era dominato da una gigantesca struttura battezzata The Claw, “l’artiglio”. Alla vigilia scoppiò il caso del limite acustico: l’Asl non aveva concesso la deroga ai 78 decibel e i fan lanciarono una petizione. Il Comune finì per chiedere di alzare la soglia a 80, e si parlò di circa 77mila spettatori la prima sera.

Nel 2018 la band tornò con l’Experience + Innocence Tour e al Forum di Assago suonò quattro sere: l’11, il 12, il 15 e il 16 ottobre. La quarta data fu aggiunta in corsa, per rispondere alla richiesta dei fan.

Biglietti U2 a Milano: date, prevendite e informazioni utili

La corsa ai posti sotto il palco parte subito. Da lunedì 2 novembre c’è la prevendita per gli iscritti a U2.com, il 4 novembre tocca ai titolari di carta Visa, il 5 novembre è il giorno dell’Artist Presale, per cui serviva registrarsi entro il 1° novembre. La vendita generale parte venerdì 6 novembre alle 10, su U2.com, Live Nation e Ticketmaster. Il limite indicato è di quattro biglietti per acquirente, e i prezzi, al momento, non sono stati comunicati.