Nel 2021 l’UNESCO ha iscritto nel Patrimonio mondiale undici città termali di sette Paesi europei, riconoscendo che questi luoghi, tra il Settecento e i primi decenni del Novecento, riuscivano a competere con le grandi capitali per vita culturale e sociale. Quattro delle località di questo articolo ne fanno parte: Mariánské Lázně, Karlovy Vary, Bad Kissingen e Bath. Le altre diciotto raccontano la stessa passione per l’acqua calda in forme molto diverse, dal geyser che sale a dodici metri al bagno in barca dentro la caldera di Santorini.
Il percorso parte dall’Europa centrale, dove nell’Ottocento nobili, musicisti e scrittori si davano appuntamento accanto a una fonte, e arriva fino ai campi di lava islandesi. Ogni tappa si apre con il dato più forte, quello che distingue il luogo dagli altri, e poi lascia spazio alla storia e al paesaggio.
I fatti riportati sono stati verificati su siti istituzionali, enti del turismo, documenti UNESCO e pubblicazioni storiche; quando le fonti non coincidono, il testo lo segnala. Le proprietà terapeutiche citate sono quelle attribuite alle acque dalle fonti locali: per qualsiasi cura conviene chiedere il parere di un medico.
Terme dell’Europa centrale e orientale: città d’acqua, colonnate e palazzi di corte
Mariánské Lázně: la città delle quaranta sorgenti e della fontana che canta
Una quarantina di sorgenti affiora dentro i confini urbani di Mariánské Lázně, e quasi un centinaio nei dintorni: nella Boemia occidentale l’acqua minerale e gassata è un elemento del paesaggio quanto i boschi. Il centro della vita termale è la colonnata di ghisa del 1889, di gusto neobarocco, dove si beve l’acqua delle fonti Křížový, Karolina e Rudolf. Di fronte, la Fontana Cantante accompagna con musica e giochi di luce le serate. Nell’estate del 1823 qui soggiornò Goethe, convinto delle virtù della Fonte della Croce al punto da farsi spedire quell’acqua a Weimar. Dal 2021 la città fa parte del sito UNESCO delle Grandi città termali d’Europa.
Karlovy Vary: il geyser Vřídlo e le colonnate sul fiume Teplá
Il Vřídlo di Karlovy Vary è un geyser d’acqua minerale a circa 72 °C che raggiunge i 12 metri d’altezza, con una portata media di 2.000 litri al minuto. Lo racchiude la Colonnata della Sorgente Calda, struttura funzionalista di vetro e cemento inaugurata l’11 maggio 1975. Per la cura da bere l’acqua viene raffreddata a 50 e a 30 °C, perché a 72 gradi sarebbe impossibile. Poco lontano, lungo il fiume Teplá, la Colonnata del Mulino, costruita tra il 1871 e il 1881, ha le balaustre delle terrazze decorate da dodici statue. Il privilegio di città regia risale al 1370, concesso dall’imperatore; oggi i negozi vendono le «rose di pietra», souvenir pietrificati dall’acqua termale.
Bad Kissingen: la cura da bere nell’Arkadenbau bavarese
A Bad Kissingen la cura comincia con un bicchiere in mano. Nell’Arkadenbau, edificio liberty lungo 90 metri, le «Brunnenfrauen», le donne delle fontane, servono ogni giorno le acque Rakoczy, Pandur, Luitpold e Max, oltre alla celebre acqua amara di Kissingen. La Rakoczy fu riscoperta nel 1737, e a fine luglio una festa cittadina la ricorda con figuranti in costume storico. La località prese slancio dal 1833, dopo la prima visita del re di Baviera; l’orchestra termale esiste dal 1837 e tra gli ospiti abituali ci fu Otto von Bismarck. Le vasche della moderna KissSalis Therme sono alimentate da altre sorgenti, tra cui la Schönborn. Dal 2021 la città è patrimonio UNESCO.
Bad Wildbad: il Palais Thermal, palazzo reale della Foresta Nera
Il Palais Thermal di Bad Wildbad è un palazzo costruito sopra una sorgente. Fu eretto tra il 1840 e il 1847 dall’architetto Nikolaus Friedrich von Thouret, sotto il regno di Guglielmo I di Württemberg, nel cuore della Foresta Nera. All’interno restano la sala moresca, con colonne di marmo e vetrate liberty, e due vasche storiche che si chiamano ancora Herrenbad e Frauenbad, «bagno degli uomini» e «bagno delle donne», benché oggi siano miste. Il nome Wildbad compare in un documento del 1345; secondo la leggenda, nel 1367 il conte Eberardo il Litigioso sfuggì ai nemici mentre faceva il bagno. Dopo un lungo restauro l’edificio riaprì nel dicembre 1995 con il nome attuale.
Kaiser-Friedrich-Therme: il bagno romano-irlandese di Wiesbaden costruito sopra una sauna romana
Costruendo il Kaiser-Friedrich-Bad, a Wiesbaden, gli operai trovarono il pavimento di una sauna romana: la prova che gli antichi abitanti di Aquae Mattiacorum usavano già la sorgente Adler, quella che ancora oggi alimenta le terme. L’edificio, costruito tra il 1910 e il 1913 in stile Jugendstil e costato tre milioni di marchi oro, imita una terma antica. Il cuore dell’attuale Kaiser-Friedrich-Therme è il reparto romano-irlandese, tutelato come monumento, con bagni di aria calda, vapore russo e una sala a vapore rivestita di maioliche. L’area bagno e sauna occupa 1.450 metri quadrati e, come in molte terme tedesche, si entra senza costume.
Piešťany: il fango sulfureo e l’uomo che spezza la stampella
A Piešťany il simbolo cittadino è un uomo che spezza la propria stampella: la statua, emblema delle terme dal 1894, sta all’imbocco del Ponte della Colonnata e compare nello stemma comunale. Il ponte coperto, di stile funzionalista, fu completato nel 1933 su progetto di Emil Belluš e collega il centro all’Isola Termale. Piešťany è la più grande stazione termale slovacca, famosa per le acque calde che risalgono da circa 2.000 metri di profondità e per il fango sulfureo usato nelle cure. Qui fu costruito il Thermia Palace, primo albergo di lusso della Slovacchia, e tra i clienti abituali ci fu il pittore Alfons Mucha.
Rogaška Slatina: l’acqua magnesiaca slovena che nel 1869 era la terza più venduta al mondo
Nel 1869 l’acqua di Rogaška Slatina era la terza più venduta al mondo, dietro soltanto a quelle di Vichy e di Selters. Il merito è del magnesio: la sorgente slovena oggi nota come Donat Mg ne contiene circa 1.040 milligrammi per litro. La fama arrivò per tappe. Nel Seicento ne parlò con entusiasmo il conte Petar Zrinski; il medico di corte viennese Paul Sorbait la descrisse nella Praxis Medicae e la rese nota oltre i confini dell’impero asburgico; all’inizio dell’Ottocento il conte Ferdinand Attems comprò i terreni attorno alle sorgenti per creare una stazione termale moderna. Nel 1893 l’acqua vinse un premio all’Esposizione colombiana di Chicago.
Bagni Széchenyi: le terme neobarocche di Budapest
I bagni Széchenyi di Budapest sono considerati il più grande complesso termale medicinale d’Europa. Aprirono il 16 giugno 1913 nel Városliget, il Parco Civico, in stile neobarocco, su progetto di Győző Czigler, che morì nel 1903 prima dell’inizio dei lavori; la costruzione fu seguita da Ede Dvorzsák e Kálmán Gerster. Il pozzo n. 2, terminato nel 1938, porta in superficie acqua a 77 °C da 1.256 metri di profondità. Oggi le vasche sono 18, a temperature diverse, comprese le piscine all’aperto aggiunte nel 1927. Nel 1913 passarono di qui più di 200.000 bagnanti, e la fermata della metropolitana porta lo stesso nome dei bagni.
Therme București: la città d’acqua termale alle porte della capitale rumena
Therme București, a Balotești, a nord della capitale, aprì a gennaio 2016 con un investimento dichiarato di 50 milioni di euro. Il gruppo austriaco che lo realizzò lo presentò come il più grande centro di wellness e relax a base di acque termali d’Europa. Le zone sono tre: The Palm, con giardino di palme, idromassaggi e piscine con aromaterapia; Elysium, con saune a tema e una piscina panoramica; Galaxy, con scivoli e piscina a onde, pensata per le famiglie. L’acqua termale viene da oltre 3.000 metri di profondità, secondo gli organizzatori. Qui l’acqua serve più allo svago che alla cura, ed è questa la differenza rispetto alle terme storiche.
Terme sulle Alpi: radon, quarzite e vasche sospese
Bad Gastein: la cascata in città, il radon e la galleria dell’oro
Bad Gastein è costruita attorno a una cascata e a 17 sorgenti che portano in superficie circa cinque milioni di litri d’acqua al giorno, a temperature fra 44 e 47 °C. L’acqua contiene radon, e proprio questo gas ha fatto la fortuna della località: il bagno di vapore al radon esiste dal 1825. A pochi chilometri, a Böckstein, i minatori medievali cercavano oro nel Radhausberg; oggi la galleria dello Heilstollen ha 37,5-41,5 °C e umidità tra il 70 e il 95 %, e la cura si fa su prescrizione medica. Le prove scientifiche sull’efficacia dell’inalazione di radon restano però limitate. Tra i visitatori illustri del passato ci furono Paracelso e l’imperatore Federico III.
Terme di Vals: sessantamila lastre di quarzite firmate Peter Zumthor
Sessantamila lastre di quarzite compongono le Terme di Vals, nei Grigioni. L’architetto Peter Zumthor, Premio Pritzker nel 2009, le concepì come una cava scavata nella montagna, con le vasche sotto un tetto d’erba; il cantiere durò dal 1993 al 1996 e le terme furono inaugurate il 14 dicembre 1996. L’acqua sgorga dalla St. Petersquelle, l’unica sorgente termale dei Grigioni: metà serve ai bagni, metà all’acqua in bottiglia Valser. L’edificio fu tutelato come bene culturale appena due anni dopo l’apertura. Nel 2022 i cittadini di Vals votarono all’unanimità per riacquistarlo, e oggi appartiene a una fondazione di cui fa parte lo stesso Zumthor.
Aqua Dome: le vasche a conchiglia sospese sull’Ötztal
Tre vasche a forma di conchiglia sembrano sospese a mezz’aria sopra la valle dell’Ötztal, in Tirolo: è l’immagine che ha reso famoso l’Aqua Dome di Längenfeld, aperto nell’ottobre 2004. Le vasche all’aperto poggiano su pilastri e ospitano, tra l’altro, un bacino con acqua salata e uno con acqua solforosa e fontana, con le cime delle Alpi sullo sfondo. L’acqua termale viene captata a 1.865 metri di profondità, mentre nelle vasche si mantiene fra i 34 e i 36 °C. La storia del luogo è più lunga di quanto sembri, perché a Längenfeld esisteva già un Kurbad nel 1893. Secondo i dati del resort, quasi sette milioni di ospiti sono passati di qui dall’apertura.
Terme in Italia, Francia e nel Mediterraneo: sorgenti libere e acque di leggenda
Salsomaggiore Terme: Palazzo Berzieri, il liberty che è tornato in vita
Nel dicembre 2025 Palazzo Berzieri, a Salsomaggiore Terme, ha riaperto dopo anni di abbandono e un restauro da oltre 44 milioni di euro, con la gestione di QC Terme. L’edificio, costruito a partire dal 1913 e inaugurato nel 1923, è opera di Ugo Giusti e Galileo Chini: marmi rossi di Verona, travertino di Rapolano e fregi dorati che ricordano Klimt. Tutto nasce nel 1839, quando il medico Lorenzo Berzieri curò una bambina malata di scrofola con bagni quotidiani nelle acque salsobromoiodiche. Il declino fu netto: le presenze passarono da 684 mila nel 2004 a circa 200 mila vent’anni dopo. Per decenni il palazzo è stato chiamato «le terme più belle d’Europa».
Terme di Saturnia: le Cascate del Mulino a 37,5 gradi
Le Cascate del Mulino di Saturnia sgorgano a 37,5 °C e si visitano gratis tutto l’anno. Sono una serie di vasche di calcare scavate dall’acqua sulfurea nel comune di Manciano, in provincia di Grosseto; secondo le fonti, la portata va da 500 a 800 litri al secondo. L’acqua viene dal sottosuolo del Monte Amiata, antico vulcano spento. La leggenda racconta che le abbia create un fulmine di Giove scagliato contro Saturno, ma gli Etruschi e i Romani conoscevano già queste acque e vi costruirono i primi bagni. Accanto alle cascate libere ci sono due realtà a pagamento: il Parco Termale e il resort Terme di Saturnia Natural Spa & Golf Resort. In inverno l’aria fredda fa salire il vapore dalle pozze.
Bagnoles-de-l’Orne: la stazione termale nata, secondo la leggenda, da un cavallo
Secondo la leggenda, a dare origine a Bagnoles-de-l’Orne fu un cavallo stremato: nel Medioevo il signore Hugues de Tessé abbandonò nella foresta d’Andaine il suo Rapide, ormai vecchio, e scoprì una sorgente calda che lo guarì. La storia documentata comincia nel Seicento, quando Hélie de Cerny fece costruire il primo edificio, e prosegue nel 1740 con il suo trattato sulle acque minerali di Bagnoles. Tra il 1886 e il 1914 nacque il quartiere Belle Époque, con ville dalle maioliche colorate, torrette e bow-window attorno a un lago e a un casinò. Le cure riguardano i disturbi venosi e i reumatismi. È la sola stazione termale del nord-ovest della Francia, in mezzo a una foresta di circa 6.000 ettari.
Bains de Dorres: vasche di granito a 40 gradi nei Pirenei
Nei Pirenei Orientali, vicino al confine con la Spagna, si fa il bagno in vasche di granito a una temperatura fra 37 e 40 °C. I Bains de Dorres, in Cerdagna, usano una sorgente sulfurea che mantiene queste temperature tutto l’anno. Le terme sono attestate dall’epoca romana, e le sorgenti erano forse note già in preistoria. Dalle vasche si apre un ampio panorama sulle montagne, con il Puigmal e il Canigou. Il sito è a pagamento e viene indicato come una delle stazioni termali più alte di Francia, con circa 60.000 visitatori all’anno.
Palia Kameni: la sorgente calda dentro la caldera di Santorini
A Palia Kameni si arriva solo in barca, dentro la caldera di Santorini, e l’acqua che accoglie i bagnanti è verde, calda e sulfurea. L’isolotto si trova accanto a Nea Kameni, il vulcano dove le escursioni salgono al cratere pagando un biglietto d’ingresso di 5 euro. La barca ferma a 30-50 metri dalla riva e si nuota fino al punto in cui la sorgente scalda il mare, con temperature che le agenzie indicano intorno ai 35 °C e con punte vicine ai 37. Lo zolfo e il ferro possono macchiare i costumi chiari. Santorini è un vulcano attivo, e il bagno si fa in mare aperto, a proprio rischio, come precisano gli operatori delle escursioni.
Terme nella penisola iberica: eredità romana e bagni andalusi
Caldas de Monchique: il villaggio termale delle «acque sacre» dei Romani
Già un secolo prima di Cristo i Romani apprezzavano le acque di Monchique, e le chiamavano «acque sacre»: lo confermano numerosi reperti raccolti attorno alle sorgenti. Caldas de Monchique è un villaggio termale di 39 ettari nella Serra de Monchique, a circa 18 chilometri a nord di Portimão, e oggi ospita il Villa Termal Caldas de Monchique Spa Resort, l’unica stazione termale riconosciuta dell’Algarve. Gli scavi degli anni Quaranta del Novecento riportarono alla luce materiali e strutture romane. Intorno si sale verso il Fóia, il punto più alto della regione, a 902 metri; la zona è detta «giardino dell’Algarve» o «Sintra dell’Algarve».
Chaves: l’acqua più calda della Penisola Iberica e le terme romane di Aquae Flaviae
A Chaves l’acqua sgorga a circa 73 °C, la più calda della Penisola Iberica: in alcune misurazioni recenti arriva a 76 °C. I Romani fondarono qui la città di Aquae Flaviae, nome legato all’imperatore Vespasiano. Dal 2006 gli scavi hanno rivelato un complesso termale romano di cui non si sapeva nulla, a poca distanza dal ponte romano sul fiume Tâmega: vasche, un castellum aquae per distribuire l’acqua e oggetti di vita quotidiana, come ciotole di legno e un contenitore di bronzo per giocare a dadi. Le terme restarono in uso fino a un terremoto, alla fine del IV secolo. Oggi il complesso Aquae Salutem ha piscine termali all’aperto alimentate da acqua a 76 °C, le prime del Portogallo continentale.
Hammam Al Ándalus: i bagni arabi di Granada ai piedi dell’Alhambra
Tre vasche a 18, 36 e 40 °C scandiscono il percorso dell’Hammam Al Ándalus, ai piedi dell’Alhambra, nel quartiere dell’Albaicín di Granada. Una sessione dura un’ora e mezza e alterna acqua fredda, tiepida e calda in sale dall’architettura arabeggiante, con aria profumata, musica andalusa e luce soffusa. Si chiude con il tè alla menta, e si può aggiungere un massaggio con oli essenziali. I bagni sono misti, tranne gli spogliatoi. La città ha una lunga tradizione di bagni arabi: quelli di Comares, all’interno dell’Alhambra, non sono più in funzione da cinque secoli.
Terme del Nord: Bath e la Laguna Blu
Thermae Bath Spa: la piscina sul tetto della città romana di Bath
Thermae Bath Spa, a Bath, ha una piscina sul tetto con vista sulla città georgiana. Aprì al pubblico il 7 agosto 2006, dopo 28 anni in cui le acque erano rimaste chiuse ai bagnanti, ed è l’unico spa termale naturale del Regno Unito. L’acqua sgorga a circa 45 °C dalla stessa sorgente attorno alla quale i Romani, intorno al 70 d.C., costruirono i loro bagni e che attribuivano alla dea Sulis Minerva. Il progetto costò oltre 45 milioni di sterline, quasi il doppio del previsto. Accanto al moderno New Royal Bath c’è il Cross Bath, piccola vasca georgiana del 1789 in stile Robert Adam. Dal 2021 Bath fa parte del sito UNESCO delle Grandi città termali d’Europa.
Blue Lagoon: la laguna d’Islanda nata per caso accanto a una centrale
La Laguna Blu nacque nel 1976 per un caso: l’acqua di scarto della centrale geotermica di Svartsengi, sulla penisola di Reykjanes, si raccolse in un campo di lava e formò un bacino lattiginoso. Il colore deriva dalla silice, e l’acqua è geotermica marina, composta per circa il 70 % da acqua oceanica e per il 30 % da acqua dolce, che sale da circa 2.000 metri sotto la roccia. La società che gestisce il bagno nacque nel 1992 e aprì la struttura al pubblico; nel 1994 si aprì una clinica per la psoriasi, dopo studi che indicavano effetti benefici sulla pelle. La laguna dista 20 chilometri dall’aeroporto di Keflavík, e le forze vulcaniche che l’hanno resa possibile sono ancora al lavoro.
Come scegliere la prima tappa
Chi cerca architettura troverà i marmi di Salsomaggiore, le pietre di Vals e le cupole di Budapest; chi preferisce la natura avrà le pozze di Saturnia, le vasche di granito di Dorres e il mare caldo di Santorini; chi ama la storia può scegliere le vasche romane di Chaves o l’acqua di Bath. Prima di partire conviene controllare orari, prezzi e regole di ciascun luogo, perché cambiano con le stagioni e alcune strutture richiedono la prenotazione o il bagno senza costume.
Resta una domanda, la stessa che si ponevano i bagnanti di duemila anni fa: quanto tempo si è disposti a fermarsi, in silenzio, dentro l’acqua calda?

Racconto il mondo attraverso gli occhi di chi ama scoprire, esplorare e vivere esperienze autentiche. Dalle mete più celebri a quelle meno conosciute, approfondisco culture, tradizioni, paesaggi e storie locali, offrendo ai lettori una visione completa e coinvolgente del viaggio. Mi dedico a raccontare non solo le destinazioni, ma anche i modi di viaggiare, le emozioni, i suggerimenti pratici e le tendenze che animano il settore. Con uno stile fresco e narrativo, porto alla luce dettagli unici che ispirano a partire, con curiosità e apertura mentale. Per me, il viaggio è un incontro continuo con l’altro, un arricchimento personale e una fonte inesauribile di ispirazione, e attraverso i miei articoli cerco di trasmettere questa passione a chi desidera scoprire il mondo in tutte le sue molteplici sfaccettature.Reporter appassionata di viaggi in tutte le loro sfaccettature, racconto il mondo attraverso gli occhi di chi ama scoprire, esplorare e vivere esperienze autentiche. Dalle mete più celebri a quelle meno conosciute, approfondisco culture, tradizioni, paesaggi e storie locali, offrendo ai lettori una visione completa e coinvolgente del viaggio. Mi dedico a narrare non solo le destinazioni, ma anche le modalità di viaggio, le emozioni, i consigli pratici e le tendenze che animano il settore. Con uno stile fresco e coinvolgente, porto alla luce dettagli unici che ispirano a partire con curiosità e apertura mentale. Il viaggio per me è incontro, arricchimento personale e fonte inesauribile di ispirazione, e attraverso i miei articoli trasmetto questa passione a chi desidera scoprire il mondo in tutte le sue sfumature.






























