Non sempre chi è “diverso” è di meno rispetto a chi è “normale”.

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L’amore incondizionato di una madre lo sa bene e forse a volte anche le madri si sorprendono dei  propri figli “diversi” perché sanno essere di più dei figli “normali”.

La storia, che viene rappresentata in un mondo dove la routine quotidiana è fatta di miseria e paura di un futuro senza lavoro, ci sa strappare un sorriso e ci fa fare la ola per Gyula che nella sua timidezza indifesa e nella sua semplice purezza d’animo, mostra una dote speciale per la musica.

Nemmeno il maestro di violino se n’era mai accorto, nemmeno la mamma Eliza lo sapeva, nessuno ci avrebbe mai creduto se non fosse stato che l’unica stazione radio che si riceve in questa città trasmette solo musica classica. E Gyula che passa le sue giornate ad ascoltarla ne ha fatto proprio  ogni brano, imparando anche chi ne è l’autore; e chi se lo aspettava da un “diverso” come lui.

Ma sarà  proprio attraverso la musica classica che Gyula riuscirà a realizzare il sogno del Maestro Jani e di ridargli dignità, e non solo di lui ma anche di Viku il barista che potrà finalmente ballare con la ragazza che gli Spettacolo intenso non solo per il testo ma soprattutto per la veridicità degli attori che sono stati superlativi Un applauso speciale a Ilaria Falini che si è saputa immedesimare nella parte in modo così reale che è stato impossibile riconoscerla.

Spettacolo da 10 e lode.

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