A Berlino basta un telefono e un annaffiatoio per salvare un albero dalla sete. Dal maggio 2020 una mappa digitale permette a chiunque di scegliere un albero di strada, controllare quanta acqua gli serve e prendersene cura insieme ai vicini. Si chiama Gieß den Kiez, «annaffia il quartiere», e in pochi anni è passata da esperimento a modello per altre città europee.

Una mappa che sa quando un albero ha sete

L’idea è nata al CityLAB Berlin, il laboratorio di innovazione civica della Technologiestiftung Berlin. I ricercatori si sono accorti che i dati sugli alberi della città esistevano già, aperti e consultabili: mancava qualcuno che li trasformasse in qualcosa di utile. Hanno guardato a New York, dove una mappa interattiva degli alberi di strada aveva già mostrato la strada, e hanno costruito il loro strumento.

Il risultato è una mappa che censisce quasi 900 mila alberi della capitale tedesca. Ogni puntino racconta la sua storia: la specie, l’età e le piogge degli ultimi giorni, aggiornate dai dati del servizio meteorologico nazionale. Un tiglio giovane in una strada assolata e un vecchio platano all’ombra non hanno le stesse esigenze, e l’app lo sa. Chi apre la mappa vede subito quali alberi hanno più bisogno d’acqua e dove si trova la pompa pubblica più vicina.

Adottare un albero, senza pagare un euro

Il meccanismo è semplice e un po’ disarmante. Si sceglie un albero, lo si «adotta» con un tocco e, quando si va a bagnarlo, si registra l’intervento: quanta acqua e in quale giorno. Così il vicino di casa sa che il lavoro è già stato fatto e non rovescia altri secchi sulla stessa radice, mentre un angolo dimenticato del quartiere salta all’occhio. La piattaforma ha inoltre raccolto una comunità di oltre mille persone, che si scambiano consigli, foto e suggerimenti per migliorare l’app.

Non è beneficenza da cartolina. Un albero di città lavora ogni giorno per chi gli passa sotto: fa ombra, abbassa la temperatura dell’aria attraverso l’acqua che traspira, trattiene parte della pioggia e rende più sopportabili le ondate di caldo. Un albero giovane ci mette decenni a offrire gli stessi vantaggi di uno adulto. Per questo tenere in vita quelli che già esistono vale quanto piantarne di nuovi, e le estati secche degli ultimi anni hanno reso la questione concreta anche per gli uffici del verde.

Un codice che viaggia più veloce degli alberi

C’è poi un dettaglio che ha cambiato la storia del progetto: tutto il software è open source. Chiunque abbia a disposizione il censimento degli alberi della propria città può copiarlo, adattarlo e lanciare la propria versione. Lo hanno fatto Lipsia e Magdeburgo, con «Leipzig gießt» e «Magdeburg gießt». Nel maggio 2022 due consiglieri del XVII arrondissement di Parigi hanno visitato il laboratorio berlinese e sono tornati a casa con la stessa idea, portando l’esperienza fino alla Senna.

Il segreto, spiegano i responsabili, sta nei dati aperti: senza un registro pubblico degli alberi non esiste nessuna app. È una condizione che molte città europee potrebbero soddisfare con poco sforzo, perché i numeri ci sono già, chiusi in qualche database comunale.

E allora la domanda si sposta dal tiglio di Charlottenburg al platano sotto casa vostra. Quanti alberi del vostro quartiere avete mai visto bagnare, in agosto? E se oggi nessuno sa dire a chi tocchi farlo, forse vale la pena chiedere al Comune dove sia finito l’elenco.