Questa sera, mentre il sole scivola lento verso l’orizzonte occidentale, milioni di italiani alzeranno lo sguardo per assistere a qualcosa che l’Europa non vedeva dal 1999: un’eclissi solare totale. Non capita spesso che l’astronomia detti l’agenda di una serata d’estate, eppure oggi, 12 agosto 2026, accadrà esattamente questo.

Un allineamento che l’Europa attendeva da ventisette anni

La danza celeste tra Sole, Luna e Terra raggiungerà il suo punto più spettacolare lontano dai nostri confini: la fascia di totalità attraverserà l’Artico, la Groenlandia, l’Islanda e la Spagna settentrionale, dove per pochi istanti — poco più di due minuti nel punto di massima durata — il disco lunare cancellerà completamente quello solare, regalando l’incanto della corona solare a chi si troverà nel posto giusto. In Italia lo spettacolo sarà diverso, ma non per questo meno affascinante: l’eclissi si presenterà in forma parziale, intrecciandosi però con un evento naturale altrettanto suggestivo, il tramonto.

Perché guardare a ovest sarà tutto

Il fenomeno prenderà il via intorno alle 19:30, quando la Luna inizierà a mordere il bordo del disco solare, per raggiungere il suo apice tra le 19:52 e le 20:22, a seconda della latitudine e longitudine del punto di osservazione. Sarà un’eclissi vissuta quasi in ginocchio davanti all’orizzonte: il Sole sarà già basso nel cielo, spesso a meno di un grado di altezza, il che significa che qualunque collina, edificio o filare di alberi posto a ovest potrà rubare la scena proprio nel momento culminante. Le regioni nord-occidentali, dal Piemonte alla Liguria fino alla Sardegna, godranno delle condizioni migliori, con una copertura del disco solare che in alcune zone sfiorerà il 95%, trasformando il Sole in una sottilissima falce di luce. Scendendo verso Sud e nel Salento la percentuale si ridurrà sensibilmente, ma il fascino del cielo che si oscura resterà comunque intatto.

Le città protagoniste della serata

A Torino e Milano l’eclissi comincerà poco dopo le 19:30, con il massimo attorno alle 20:20 e una copertura superiore al 90%. A Verona e Firenze il Sole toccherà l’orizzonte quasi nell’istante stesso del culmine dell’eclissi, lasciando margini di osservazione ridotti a pochi minuti. A Roma l’appuntamento è per le 20:11, con appena tre minuti tra il massimo oscuramento e la scomparsa del Sole sotto la linea del mare o delle colline. Più a Sud, Napoli, Bari e Palermo vivranno un evento più contenuto ma comunque memorabile, mentre la Sardegna, grazie alla sua posizione occidentale, si conferma tra i palcoscenici privilegiati della penisola.

La scienza dietro lo spettacolo

Per orientare chi vorrà scegliere il punto di osservazione ideale, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, in collaborazione con la sezione pisana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha messo a punto una mappa interattiva capace di incrociare la percentuale di copertura solare con la conformazione del territorio italiano, grazie a un modello digitale di elevazione che ricostruisce il profilo del paesaggio metro per metro. Uno strumento che permette di capire, luogo per luogo, se l’orizzonte verso ovest sarà davvero libero da colline, montagne o altri ostacoli naturali, lasciando poi a ciascun osservatore il compito di valutare la presenza di edifici o strutture artificiali nella stessa direzione.

Guardare il Sole senza rischiare la vista

L’entusiasmo per un evento così raro non deve però far dimenticare una regola non negoziabile: il Sole, anche quando appare offuscato dalla Luna e vicino al tramonto, resta pericoloso per gli occhi. Fissarlo anche per pochi secondi senza protezione adeguata può provocare danni alla retina che non si avvertono nell’immediato ma che possono rivelarsi permanenti. Gli esperti raccomandano di utilizzare esclusivamente occhiali certificati secondo lo standard internazionale ISO 12312-2, pensati appositamente per l’osservazione solare diretta. Occhiali da sole comuni, anche se molto scuri o sovrapposti tra loro, non offrono alcuna protezione reale, così come pellicole radiografiche, vetri affumicati o filtri fotografici improvvisati. Chi desidera fotografare l’evento con smartphone o fotocamere dovrà applicare un filtro solare certificato anche sull’obiettivo, e mai puntare l’apparecchio verso il Sole guardando attraverso il mirino senza protezione. Per chi possiede un telescopio o un binocolo, l’uso senza filtri specifici è assolutamente sconsigliato, poiché la concentrazione dei raggi solari può causare danni istantanei e irreversibili.

Un appuntamento da vivere con consapevolezza

Chi si organizzerà per tempo, scegliendo un punto panoramico con l’orizzonte occidentale sgombro e munendosi degli strumenti di protezione corretti, potrà godersi una serata d’agosto fuori dall’ordinario: il cielo che cambia colore, il Sole che si trasforma in una sottile lama luminosa proprio mentre scompare dietro il profilo dell’Italia. Un fenomeno che intreccia scienza, natura e meraviglia, e che non tornerà a ripetersi con questa intensità per diversi anni.