Allangolare non è soltanto un bar di quartiere, ma un rifugio che svela la sua identità appena ci si accomoda tra le sue pareti avvolgenti, dove la luce calda disegna angoli morbidi e le voci dei clienti si intrecciano con la musica in sottofondo, discreta e accogliente.
Milano qui sembra rallentare, offrendo un respiro nuovo fatto di incontri spontanei e convivialità senza forzature. Il bancone è il cuore pulsante del locale, con cocktail preparati con gesti precisi e mai affrettati: miscele dal gusto contemporaneo che giocano tra freschezze agrumate, profumi erbacei e una punta di sperimentazione capace di sorprendere anche i palati più smaliziati.
Accanto ai drink, un menu snello ma curato accompagna la serata con proposte che abbracciano sia l’aperitivo che la cena leggera: piatti che raccontano stagioni e ingredienti genuini, in un equilibrio tra semplicità e raffinatezza che non cade mai nella prevedibilità. C’è un senso di familiarità in questo spazio, un calore che invita a restare più a lungo del previsto, a lasciarsi trascinare da una conversazione che si allunga nel tempo, mentre il bicchiere si riempie di nuove sfumature.
CONTATTI
Via Plinio, 46
333 4303549
www.allangolare.it
ORARI
Lunedì: 18.00-02.00
Martedì: 18.00-02.00
Mercoledì: 18.00-02.00
Giovedì: 18.00-02.00
Venerdì: 18.00-02.00
Sabato: 18.00-02.00
Domenica: 18.00-02.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































