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Aperitivo
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MENÙ
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Basta varcare la soglia di Yoho Bistrot per lasciarsi trasportare in una dimensione rarefatta, dove il ritmo del quartiere Isola sfuma in un’atmosfera intima fatta di velluti morbidi, lanterne orientali e luci che danzano leggere tra i tavoli. Il tempo qui sembra rallentare, accompagnato dal sottofondo avvolgente del jazz dal vivo che accarezza le conversazioni e rende ogni istante più profondo. C’è qualcosa di cinematografico in questo bistrot, una cura dei dettagli che non grida mai ma sussurra, creando uno spazio in cui sentirsi a proprio agio diventa naturale.
Il menù è un invito a viaggiare senza muoversi, un percorso Asian-fusion che intreccia sapori giapponesi, coreani e cinesi con grazia e inventiva. Gli yakitori, preparati con tagli ricercati e una maestria che evita l’eccesso, conquistano per autenticità e pulizia del gusto. I dim sum arrivano al tavolo come piccoli scrigni di vapore, fragranti e precisi, mentre altre proposte sorprendono per l’equilibrio con cui fondono tradizione e modernità.
Ma Yoho non è solo cucina: è anche un rifugio per chi ama il bere miscelato, con una carta dei cocktail che esplora classici e rivisitazioni con mano esperta, regalando sorprese liquide che dialogano alla perfezione con ogni piatto. È un’esperienza che non cerca l’effetto, ma conquista con la sua capacità di farsi ricordare, un luogo dove ogni dettaglio è pensato per lasciare il segno senza mai sovrastare.
CONTATTI
Via Ugo Bassi, 22
348 1993986
–
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 18.30-01.00
Mercoledì: 18.30-01.00
Giovedì: 18.30-01.00
Venerdì: 18.30-01.00
Sabato: 18.30-01.00
Domenica: 18.30-01.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.































