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Un angolo sospeso tra Nord Europa e design italiano, un luogo che profuma di pane appena sfornato e invita a rallentare. Appena entrati, si viene accolti da un’atmosfera calda e luminosa, dove ogni dettaglio – dalle pareti dai toni neutri alle sedute confortevoli – sembra suggerire un’idea di comfort raffinato, quasi si fosse approdati in una bakery di Stoccolma con una spruzzata di Palm Springs.
Qui il tempo si misura in lievitazioni lente e gesti precisi, mentre nell’aria si diffonde l’aroma avvolgente dei cinnamon rolls, soffici, umidi, speziati al punto giusto, vere coccole da forno che i clienti chiamano affettuosamente escargot. Accanto a loro, fanno capolino le bulka ai semi di papavero, dolci che parlano una lingua baltica fatta di memoria e semplicità.
Ma Signor Lievito non è solo dolcezza: le focacce fragranti, i pani integrali e quelli di segale raccontano un sapere artigianale che parte dalla selezione delle farine e arriva fino all’ultimo minuto di cottura. La cura è ovunque, negli impasti, nell’impaginazione del bancone, nella gentilezza del servizio.
Non è raro trovare una piccola folla in attesa all’esterno, segno che in città la voce si è sparsa: qui si viene non solo per fare colazione, ma per ritrovare un rituale, una pausa che sa di forno e felicità.
gentilezza del servizio.
CONTATTI
Via Maestri Campionesi, 26
02 91678209
www.signor-lievito.com
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 8.00-17.00
Mercoledì: 8.00-17.00
Giovedì: 8.00-17.00
Venerdì: 8.00-17.00
Sabato: 8.00-13.00
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































