Un’insegna discreta introduce da oltre vent’anni un frammento di Damasco nel tessuto milanese. Aladino nasce nel febbraio 2001 per iniziativa del titolare Altaiar J., che porta in sala un’esperienza trentennale da chef e trasforma ogni cena in un piccolo racconto d’Oriente. L’arredo gioca con tessuti, lanterne e decori che richiamano il mondo siro-libanese, mentre profumi di spezie e musica araba in sottofondo accompagnano la sala fin dai primi minuti.
Il menù è un catalogo di sapori mediorientali autentici: hummus di ceci con salsa tahina, tabbouleh fresco di prezzemolo e grano, falafel croccanti fuori e morbidi dentro, bourak ripieni di formaggio, kebbe di grano con carne e pinoli. Chi vuole scoprire tutto in un solo pasto può affidarsi al menù degustazione “”Mille e Una Notte””, un susseguirsi generoso di antipasti freddi e caldi, portate di carne alla brace, riso profumato alle mandorle, fino ai dolci finali con budini al latte e baklava che chiudono la tavola con dolcezza. La cucina è halal, con ampia scelta per vegetariani e vegani, e il personale guida con cortesia chi non conosce ancora questi sapori. Il locale non serve alcolici, scelta dichiarata fin dal principio, ma propone tè alla menta e succhi che si sposano bene con la cucina speziata.
Aladino resta un indirizzo di riferimento per chi cerca a Milano un’autentica parentesi siro-libanese, lontana dalle mode e fedele a una tradizione gastronomica che si tramanda di generazione in generazione.
CONTATTI
Via Achille Maiocchi, 30
02 20402734
www.aladinoristorantesiriano.it
ORARI
Lunedì: 12:30–15:00 | 19:00–23:00
Martedì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Mercoledì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Giovedì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Venerdì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Sabato: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Domenica: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































