Un invito a un viaggio sensoriale attraverso le tradizioni culinarie dell’Eritrea, avvolgendo i suoi ospiti in un’atmosfera che mescola suggestioni tribali e calore conviviale.
Lo spazio si apre con una scelta insolita e affascinante: si può optare per tavoli “occidentali” oppure per i Mosob, bassi tavolini tipici, che permettono di immergersi con più intensità nella cultura del luogo, trasformando ogni pasto in un rito condiviso. Il proprietario, Biniam Sagai, diventa complice di questa esperienza, con una presenza attenta e un sorriso che rende tutto più familiare.
La proposta gastronomica racconta la ricchezza di un territorio attraverso sapori autentici e generosi, dove il gesto di mangiare con le mani – grazie all’injera, un pane spugnoso preparato fresco ogni giorno con farine miste di grano, mais, sorgo e riso – si trasforma in parte integrante del piacere. Le portate arrivano con un’abbondanza che non lascia nulla al caso: lo zighini di carne, spezzatino di manzo declinato nella versione piccante o meno, si accompagna a un arcobaleno di verdure come hamli, alicha e lenticchie rosse, accompagnate da couscous e uova sode.
Chi ama il mare trova nello zighini di pesce – su prenotazione – una proposta raffinata, con pescatrice freschissima e gli stessi contorni saporiti. Antipasti croccanti come il sambusa vegetariano preparano il palato a un’esplorazione gustativa intensa e verace.
CONTATTI
Via Luigi Canonica, 45
366 4073136
www.ristoranteeritreo.com
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 19.15-23.00
Mercoledì: 19.15-23.00
Giovedì: 19.15-23.00
Venerdì: 19.15-23.00
Sabato: 12.00-14.45 | 19.15-23.30
Domenica: 12.00-14.45 | 19.15-23.30
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































