CATEGORIA
Etnico: Giapponese
FASCIA DI PREZZO
70-90€ alla carta
90-150€ menù degustazione
25€ menù pranzo
La sala di Wicky’s a Milano accoglie come un sipario discreto: luci basse, tavoli in legno chiaro e una grande luna sul muro che focalizza lo sguardo mentre la cucina a vista lavora con precisione da orologio; l’atmosfera è essenziale ma calda, pensata per mettere il prodotto al centro senza clamore, e il bancone invita chi desidera assistere al rito delle preparazioni. Il menù si muove tra influenze giapponesi e materie prime mediterranee, con percorsi degustazione che esplorano nigiri, crudi e portate cotte costruite su bilanciamenti netti di salinità e acidità; non manca una proposta omakase per chi affida allo chef la direzione della serata, mentre alla carta convivono piatti creativi e alcuni riferimenti alla tradizione, tutti eseguiti con tecnica misurata e attenzione alla stagionalità. I sapori arrivano come frasi brevi e calibrate: un uovo a bassa temperatura può sorprendere quanto un maialino cotto lentamente, il sushi ricerca temperatura e consistenza, e ogni assaggio sembra pensato per restare nella memoria. Si esce con la sensazione di aver assistito a un mestiere che fonde rispetto per l’ingrediente e ricerca, in un locale che si presta a occasioni speciali ma anche a una cena che vuole farsi ricordare.
CONTATTI
Corso Italia, 6
89093781
www.wicuisine.it
ORARI
Lunedì: 19:30 – 23:00
Martedì: 12:30 – 14:30 | 19:30 – 23:00
Mercoledì: 12:30 – 14:30 | 19:30 – 23:00
Giovedì: 12:30 – 14:30 | 19:30 – 23:00
Venerdì: 12:30 – 14:30 | 19:30 – 23:00
Sabato: 19:30 – 23:00
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































