Un’antica officina di un fabbro trasformata in uno spazio vivo e pulsante, dove la memoria industriale convive con una moderna voglia di socialità. Le pareti, rese lavagna con una calligrafia schietta e senza fronzoli, raccontano storie di incontri e di serate fatte di chiacchiere autentiche e passioni condivise. L’atmosfera è essenziale, quasi rude, ma proprio in questa semplicità si ritrova un calore sincero, quello di un luogo pensato per fare comunità, dove le idee si mescolano come le note che spesso animano le serate.
A fare da compagna ideale alle birre artigianali che scorrono fresche e ben scelte, ci sono proposte culinarie che sposano la genuinità e la qualità biologica. I taglieri, ricchi di salumi e formaggi DOP, invitano a un aperitivo senza fretta, mentre le patatine, croccanti e accompagnate da salse fatte in casa, accompagnano con naturalezza conversazioni e brindisi. I nachos si presentano in versione semplice o arricchiti da cheddar fuso, jalapenos e pico de gallo, regalando un piccolo viaggio di sapori a ogni morso.
Tra le sorprese del menù, un couscous saltato, speziato al punto giusto con curry, ceci e zucchine, offre un gusto fresco e inaspettato, perfetto per chi desidera qualcosa di diverso ma sempre radicato nella cura degli ingredienti.
CONTATTI
Via Giacomo Watt, 5
351 9088121
www.10gradinord.com
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 18.00-23.45
Mercoledì: 18.00-23.45
Giovedì: 18.00-23.45
Venerdì: 18.00-23.45
Sabato: 18.00-23.45
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.































