Milano non ha il mare, eppure in via Caminadella qualcuno ha deciso di portarcelo. Dietro il bancone ci sono Giacomo e Gianluca, arrivati dalle Marche con la voglia di valorizzare la loro terra portandola alla bocca di tutti. L’ambiente è quello di un bistrot informale e luminoso, con qualche tavolo all’aperto nelle giornate di sole, curato in ogni dettaglio, senza fronzoli né pretese stellate — una scelta precisa, non una mancanza.
Il menù ruota attorno a un’intuizione che ha fatto la fortuna della casa: i pan brioche artigianali ripieni di pesce, una proposta di cui Lato Mare è stato il primo a portare una vera versione gastronomica a Milano, e che resta tuttora uno dei suoi tratti distintivi. Il pane è soffice e leggermente dolce, il ripieno cambia — polpo, tonno, tartare di salmone, astice — ma la qualità della materia prima non si discute mai. Nel menù trovano spazio anche primi di pesce e piattini da condividere, pensati per chi vuole sedersi con più calma e costruire un pasto a strati. La pasta al granchio blu, quando c’è, è abbondante e ben eseguita; il fritto è leggero e convincente. I vini sono naturali, selezionati con la stessa attenzione riservata al pesce. Il servizio è rapido, il conto onesto. Negli anni il progetto è cresciuto e oggi Lato Mare conta due punti vendita a Milano, ciascuno con una sua identità ma la stessa filosofia. Non male, per chi è arrivato dall’Adriatico con una brioche e un sogno.
CONTATTI
Via Caminadella, 2
02 36744701
www.latomarefood.it
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12:00-15:00 | 19:00-22:00
Mercoledì: 12:00-15:00 | 19:00-22:00
Giovedì: 12:00-15:00 | 19:00-22:30
Venerdì: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Sabato: 12:00-15:00 | 19:00-23:00
Domenica: 12:00-15:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































