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Pizzeria
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L’energia solare di Napoli, porta in città un pezzo autentico di tradizione reinterpretata. L’ingresso accoglie con un’atmosfera calorosa, fatta di tavoli ravvicinati, sorrisi rapidi e profumi che parlano di forno e memoria. L’ambiente, moderno e informale, è animato da un via vai costante, ma riesce a mantenere quella piacevole familiarità che rende ogni visita un momento conviviale.
Il cuore dell’esperienza è, naturalmente, la pizza: un impasto soffice, arioso, che si scioglie al morso lasciando spazio alla freschezza degli ingredienti, scelti con cura e combinati con estro. Ogni proposta è un piccolo manifesto d’amore per la tradizione partenopea, dal cornicione ripieno di ricotta alle polpette di Nonno Enzo, che evocano pranzi di famiglia e ricette tramandate.
Accanto alle immancabili classiche, spuntano creazioni che giocano con l’identità napoletana e la portano nel presente, come la “Provola e pepe contemporanea” o l’abbraccio ideale della “Mammà”.
La carta si arricchisce di fritti dorati, fragranti, e dolci che chiudono in bellezza, mentre un pensiero concreto è riservato anche a chi cerca l’alternativa senza glutine, con pizze che non fanno rimpiangere la versione originale.
CONTATTI
Via Lazzaro Papi, 7
351 6797897
www.capvin.com
ORARI
Lunedì: 12.00-15.00 | 18.30-23.30
Martedì: 12.00-15.00 | 18.30-23.30
Mercoledì: 12.00-15.00 | 18.30-23.30
Giovedì: 12.00-15.00 | 18.30-23.30
Venerdì: 12.00-15.00 | 19.00-0.00
Sabato: 12.00-15.00 | 19.00-0.00
Domenica: 12.00-15.00 | 18.30-23.30
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































