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Ristorante tradizione di cucina regionale: Toscana
FASCIA DI PREZZO
20–40 €
MENÙ
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Un’insegna che parla di storia annuncia un locale attivo dal 1906, tra i più longevi indirizzi toscani di Milano. Alba D’Oro nasce agli inizi del Novecento per volontà di quei toscani che, arrivati in città, portarono con sé ricette e sapori della loro terra, e da allora la cucina regionale resta il filo conduttore del menù.
La sala, arredata in uno stile che richiama gli anni Ottanta, accoglie i clienti tra quadri alle pareti e vecchie radio d’epoca appese sopra la porta, in un’atmosfera familiare che molti habitué definiscono rassicurante.
Il menù intreccia la tradizione toscana con qualche concessione alla cucina milanese, spaziando tra terra e mare: si trovano la ribollita, i pici al ragù di carne o alla toscana, le tagliatelle con fave, guanciale e pecorino, il cacciucco alla livornese e la garmugia lucchese, zuppa di primavera reinterpretata dalla casa. Tra i secondi spiccano la fiorentina, spesso ricordata dagli avventori come una delle più convincenti della città, e la cotoletta di vitello “”orecchio di elefante””, ampia e sottile secondo lo stile che il nome suggerisce. La cantina alterna etichette toscane blasonate a qualche vino straniero, mentre il servizio, spesso segnalato come attento e cordiale, contribuisce a un’esperienza che i clienti abituali definiscono di quartiere ma di livello.
Alba D’Oro resta così un capitolo vivo della memoria gastronomica cittadina, un luogo dove la Toscana continua a raccontarsi a Milano da oltre un secolo.
CONTATTI
Via Giovanni Battista Morgagni, 40
02 20242201
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ORARI
Lunedì: 12:00–14:45 | 19:00–23:00
Martedì: 12:00–14:45 | 19:00–23:00
Mercoledì: 12:00–14:45 | 19:00–23:00
Giovedì: 12:00–14:45 | 19:00–23:00
Venerdì: 12:00–14:45 | 19:00–23:00
Sabato: 19:00–23:00
Domenica: 12:00–14:45 | 19:00–23:00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































