Sull’Alzaia del Naviglio Grande, lontano dai clamori della movida serale, un’insegna che dura da oltre quarant’anni racconta una storia di famiglia scritta attorno al formaggio. Asso di Fiori nasce nel 1984 per volontà della “”Signora Franca””, che dopo il successo di un altro storico locale milanese decide di dedicare la propria osteria a un’unica, ostinata passione gastronomica. Oggi la conduzione è passata al genero Angelo, ai figli Monica e Stefano, e in sala lavora già la terza generazione con il nipote Mattia, in una continuità che si respira in ogni dettaglio dell’ambiente.
Gli arredi in arte povera, le vecchie radio e le locandine teatrali degli anni Venti restituiscono l’atmosfera di un locale d’altri tempi, distribuito su due piani tra tre sale e uno spazio esterno affacciato sul Naviglio. Il menù è un dichiarato omaggio ai latticini italiani più rari, con formaggi provenienti da piccoli produttori selezionati con cura maniacale. Tra i primi spiccano risotti mantecati con la pera, paste fresche fatte in casa e piatti come i garganelli o i tortellini avvolti in fondute robuste, mentre tra gli antipasti l’insalata di finocchio con formaggio di capra fritto sorprende chi la assaggia per la prima volta. Non manca un tagliere che, a seconda della stagione, propone fino a dieci tipologie diverse di formaggio, spesso accompagnato da un’ottima focaccia. I dolci chiudono la cena con originalità, dal gelato al gorgonzola in crema di marsala alle mandorle alla torta sbrisolona con mascarpone. Il servizio, giovane e appassionato, racconta ogni piatto con competenza, in un locale che sui Navigli ha saputo restare fedele a se stesso.
CONTATTI
Alzaia Naviglio Grande, 54
02 89409415
www.assodifiori.com
ORARI
Lunedì: 19:30–22:30
Martedì: 19:30–22:30
Mercoledì: 19:30–22:30
Giovedì: 19:30–22:30
Venerdì: 19:30–22:30
Sabato: 19:30–22:30
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































