CATEGORIA
Ristorante tradizionale
FASCIA DI PREZZO
€
MENÙ
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Nascosto tra i palazzi di una Milano che corre veloce, il Bar Trattoria Nova si lascia scoprire come si scoprono certi indirizzi che si tramandano sottovoce, fra chi sa riconoscere il valore di un luogo sincero.
Varcata la soglia, si entra in un tempo sospeso, dove le pareti raccontano storie di famiglia, i tavoli di legno consumati accolgono confidenze, e il vociare discreto dei clienti si intreccia al profumo invitante che arriva dalla cucina. Non c’è ostentazione, solo l’autenticità di un locale che vive della sua anima semplice, schietta, e di quella gentilezza genuina che mette subito a proprio agio.
Il menù è una dichiarazione d’amore alla tradizione, di quelle che non si dimenticano: il risotto allo zafferano con ossobuco ha l’ambizione di incantare e riesce nell’impresa, mentre i paccheri al ragù di salsiccia parlano un linguaggio che conquista con la forza della verità. Ogni piatto arriva in tavola come un racconto ben scritto, generoso e curato, e lascia il desiderio di tornare ancora, di riscoprire il piacere di mangiare bene senza orpelli, in un angolo di città che sa essere casa.
CONTATTI
Via Mac Mahon, 22
02 3451667
–
ORARI
Lunedì: 12.00-14.30
Martedì: 12.00-14.30
Mercoledì: 12.00-14.30
Giovedì: 12.00-14.30
Venerdì: 12.00-14.30
Sabato: 12.00-14.30
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.































