Brera, il quartiere che a Milano recita ancora la parte del villaggio urbano, accoglie Casa Portofino come un piccolo avamposto ligure trapiantato lontano dal mare. Nato dall’evoluzione della storica Bottega Genovese U Barba, il locale ha cambiato insegna mantenendo intatta la vocazione: un ambiente raccolto, pochi tavoli, uno stile minimale che strizza l’occhio all’estetica marinara con richiami allo sci nautico, in una sintesi elegante ma priva di formalismi.
In cucina la Liguria non è un’idea vaga ma un programma preciso: le trofie al pesto, definite da più voci tra le migliori della città, aprono la strada a un repertorio che scava nella tradizione della Riviera senza compromessi turistici. Il brandacujun, antica ricetta di baccalà e patate mantecati, convive in carta con i pansotti in salsa di noci, la focaccia di Recco filante e sottile, il coniglio alla ligure e i testaroli al pesto genovese, mentre la ratatouille accompagna con freschezza vegetale i piatti più strutturati. È una cucina che non cerca la sorpresa a tutti i costi, piuttosto l’esattezza del gesto tramandato, il rispetto di una materia prima che arriva dal territorio d’origine per raccontare, boccone dopo boccone, il porticciolo che dà il nome al locale. Il conto medio oscilla tra i 25 e i 40 euro a persona a seconda del pasto e delle scelte, una cifra che il pubblico milanese giudica coerente con la qualità offerta.
CONTATTI
Via Pontaccio, 5
02 49406749
www.casaportofinobrera.it
ORARI
Lunedì: –
Martedì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Mercoledì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Giovedì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Venerdì: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Sabato: 12:00–15:00 | 19:00–23:00
Domenica: 12:00–17:00
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Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































