Una taverna che avvolge i suoi ospiti in un’atmosfera calda e autentica, dove la passione per il vino e la cucina si intrecciano con naturalezza. Dopo aver percorso una breve scala, si apre una sala dai soffitti alti, abbracciata da travi di legno che dialogano con le pareti in mattoncini a vista, creando un ambiente rustico ma raffinato, impreziosito da un gioco di luci LED colorate che donano un tocco contemporaneo senza mai appesantire.
A dominare la scena è la cantina refrigerata, completamente visibile, custode di bottiglie selezionate con cura, pronte a raccontare storie di vigneti e terroir lontani.
La cucina, che rende celebre il locale, ruota intorno a risotti preparati con maestria, declinati in versioni che sposano tradizione e creatività: il risotto allo zafferano con ossobuco omaggia Milano con una tenerezza da applausi, mentre il risotto al Montepulciano arricchito da cipolla rossa di Tropea, timo e crescenza conquista con un’intensità avvolgente. Tra note fresche e sorprendenti, il risotto agli agrumi con stracciatella e granella di pistacchio regala un finale croccante e luminoso.
L’offerta si completa con antipasti gustosi come polpettine in umido e scamorza affumicata con cipolla caramellata, mentre i secondi variano seguendo la stagionalità, regalando piatti di carne saporiti e grigliate generose.
CONTATTI
Via Arnaldo da Brescia, 3
02 87237103
www.tavernaguyot.com
ORARI
Lunedì: 19.00-0.00
Martedì: 19.00-0.00
Mercoledì: 19.00-0.00
Giovedì: 19.00-0.00
Venerdì: 19.00-0.00
Sabato: 12.00-15.00 | 19.00-0.00
Domenica: 12.00-15.00 | 19.00-0.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































