CATEGORIA
Ristorante tradizionale
FASCIA DI PREZZO
€
MENÙ
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Varcare la soglia de “Il Brutto Anatroccolo” significa immergersi in un rifugio di calore e semplicità. L’ambiente, con i suoi arredi rustici e il richiamo alle trattorie di un tempo, trasmette un senso di intimità autentica, come se il tempo rallentasse per lasciar spazio al piacere sincero della tavola.
Qui ogni dettaglio parla di ospitalità senza artifici, di un luogo dove ci si sente accolti con spontaneità, come in famiglia, e dove la genuinità diventa il filo conduttore di un’esperienza che sa di casa. Il menù è un omaggio senza fronzoli alla tradizione italiana più autentica, una celebrazione di sapori casalinghi che conquistano per la loro schiettezza e ricchezza. Pasta fatta in casa prende vita in tortelli e ravioli che raccontano storie di mani esperte, mentre le carni, tenere e saporite, si offrono con semplicità ma con grande cura nella preparazione. La cucina non cerca effetti speciali, ma punta tutto sull’equilibrio di ingredienti selezionati e sulla passione di chi li trasforma in piatti capaci di evocare ricordi e generare sorrisi. Il servizio, attento e mai invadente, accompagna ogni portata con la discrezione di chi conosce bene il valore di un’esperienza conviviale.
È un luogo che invita a prendersi il tempo per assaporare il gusto della tradizione, lasciando la soddisfazione di una cena che nutre il corpo e l’anima, restituendo la bellezza semplice di un pasto condiviso.
CONTATTI
Via Evangelista Torricelli, 3
02 8322222
–
ORARI
Lunedì: 12.00-14.30 | 21.00-00.30
Martedì: 12.00-14.30 | 21.00-00.30
Mercoledì: 12.00-14.30 | 21.00-00.30
Giovedì: 12.00-14.30 | 21.00-00.30
Venerdì: 12.00-14.30 | 21.00-00.30
Sabato: –
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































