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Ristorante di cucina tradizionale regionale: Piemonte e Lombardia
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€€€
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Il fascino di un elegante spazio liberty si intreccia con la calda semplicità di una trattoria familiare. L’ambiente si svela con arredi che raccontano storie di epoche passate, dettagli rétro e ampie vetrate che si affacciano su un cortile nascosto, regalando un’oasi di quiete e accoglienza inaspettata nel cuore pulsante della città.
Qui si respira un’aria che invita a lasciarsi andare, a vivere un’esperienza sospesa tra storia e tradizione, dove ogni elemento contribuisce a creare un’atmosfera che avvolge e accoglie senza fronzoli.
La proposta gastronomica si presenta come un viaggio nei sapori autentici del Piemonte e della Lombardia, un percorso che affonda le radici in ricette tramandate e valorizza materie prime fresche e di stagione. La pasta fatta in casa, spesso celebrata per la sua qualità e genuinità, accompagna antipasti e secondi di carne e pesce, in un’armonia di gusti robusti e decisi. Tra i piatti che conquistano con il loro equilibrio e semplicità, la cotoletta alla milanese e l’ossobuco con risotto giallo emergono come emblemi di una cucina che non ha bisogno di artifici per sorprendere, ma che punta tutto sull’autenticità e la cura della tradizione.
CONTATTI
Via Savona, 23
02 8323144
–
ORARI
Lunedì: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
Martedì: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
Mercoledì: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
Giovedì: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
Venerdì: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
Sabato: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
Domenica: 12.30-14.30 | 20.00-23.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































