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Ristorante di cucina tradizionale regionale: Lombardia
FASCIA DI PREZZO
15-20€
MENÙ
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Ecco il testo, verificato incrociando le fonti disponibili (Gambero Rosso, MilanoToday, recensioni e schede del locale):
Tra i grattacieli specchiati di Porta Nuova e le fronde del Bosco Verticale, resiste una porticina quasi invisibile, dipinta di blu, con sopra un vecchio motto in dialetto meneghino che parla di riso nato nell’acqua e morto nel vino: dietro quella serranda c’è la Trattoria da Tomaso, aperta nel 1961, quando l’Isola era ancora un margine popolare della città e non il quartiere alla moda che oggi la circonda. Da allora il tempo sembra essersi fermato dentro queste quattro pareti, dove Paolo, il figlio di Tomaso, lavora fin da ragazzo insieme alla moglie Licia, che corre tra i tavoli con gesti rapidi e decisi, e al figlio Andrea, nascosto in una cucina minuscola da cui escono piatti antichi e sinceri.
Solo a pranzo, solo dal lunedì al venerdì, con un menù fisso che gira attorno ai 15-17 euro e non lascia spazio a tentennamenti: un primo tra pasta al sugo, al ragù o un risotto fumante, poi un secondo che racconta la cucina lombarda più vera, arrosto di vitello, brasato, cotoletta, ossobuco o bollito con la salsa verde, accompagnato da verdure semplici, un bicchiere di vino della casa e il caffè che chiude il rito. Si paga solo in contanti, i tavoli spesso si condividono con sconosciuti che diventano compagni di chiacchiera per un’ora, e quando il cibo finisce Licia appende un cartello con due parole che non ammettono repliche. Si racconta che un tempo, il venerdì, qui si radunassero i maghi e i prestigiatori della città per l’aperitivo di fine settimana, lasciando nell’aria quella leggera magia che ancora si respira tra un piatto di ossobuco e un brindisi improvvisato.
CONTATTI
Via Gaetano de Castillia, 20
375 9208216
–
ORARI
Lunedì: 12:00–14:00
Martedì: 12:00–14:00
Mercoledì: 12:00–14:00
Giovedì: 12:00–14:00
Venerdì: 12:00–14:00
Sabato: –
Domenica: –
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.



































