Il legno scuro delle pareti, i banconi lucidi e la luce soffusa costruiscono un rifugio che sembra nato per la convivialità più spontanea. Qui si respira un’aria internazionale, con quell’accento irlandese che ha il sapore delle birre spillate con perizia e servite senza fretta, undici spine che alternano classici intramontabili e sorprese stagionali.
Il brusio dei tavoli si mescola alle note di un palco sempre vivo, perché la musica è parte integrante della scena: concerti, karaoke, serate che trasformano il locale in un piccolo teatro popolare, dove il pubblico diventa parte dello spettacolo.
La cucina accompagna senza mai cercare di rubare la scena ma con una sincerità che conquista: pizze sottili e fragranti, piadine arrotolate con generosità, panini robusti che strizzano l’occhio a chi cerca sostanza e pucce pugliesi imbottite di ingredienti che raccontano la genuinità mediterranea. I fritti, dorati e croccanti, arrivano in tavola come compagni ideali di una pinta schiumosa e diventano spesso il pretesto per ordinare un secondo giro. Il locale ha il ritmo delle stagioni ma anche quello dei giorni della settimana, con promozioni che spezzano la routine e invitano a tornare: la birra che scivola giù più leggera la domenica e il lunedì, le piadine amichevoli il martedì e il mercoledì, la pizza che si fa accessibile il giovedì.
CONTATTI
Via Canelli, 1
333 4239043
www.eastendpub.it
ORARI
Lunedì: 19.00-2.00
Martedì: 19.00-2.00
Mercoledì: 19.00-2.00
Giovedì: 19.00-2.00
Venerdì: 19.00-2.00
Sabato: 19.00-2.00
Domenica: 19.00-2.00
ALTERNATIVE IN ZONA

Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.
































