#Al Museo Pushkin di Mosca “100 modi per vivere il Nuovo Anno”

Inizio d’anno con il botto per Giuliana Cunéaz, tra le artiste più significative nell’ambito della New Media Art. La sua  videoinstallazione Quantum Vacuum viene presentata, sino al 14 gennaio, dal Museo Pushkin di Mosca nell’ambito della mostra online dal titolo 100 modi per vivere il Nuovo Anno .

L’iniziativa, che inaugura la nuova stagione del museo russo, ha lo scopo di creare un dialogo tra le opere permanenti della celebre collezione storica con le espressioni più attuali della contemporaneità. Così, sono stati scelti 15 artisti della scena internazionale in grado di rappresentare i nuovi percorsi della ricerca digitale nell’ambito della videoarte, del teatro e della performance. Tra questi compaiono Laurent Grasso, Andrey Silvestrov, Glenda Leon, Clément Cogitore e Guido van der Werve. Per l’Italia, insieme a Giuliana Cunéaz, sono stati selezionati i Masbedo. Ciascun artista è stato messo in relazione con un ambiente particolarmente significativo del museo e l’opera di Giuliana Cunéaz affianca i fondi oro e le sculture medievali rilevando la consonanza tra passato e presente. Quantum Vacuum (2005) è ispirato a L’Inferno, l’affresco quattrocentesco di Giovanni da Modena realizzato per la Basilica di San Petronio a Bologna.  Il video propone un dialogo sottile, fatto di corpi e di emozioni in uno scambio di energie molecolari e psichiche; la figura al centro della rappresentazione affronta i temi dell’immortalità, della magia e del mistero: “E’ la fusione dell’uomo uranico e dell’uomo tellurico che si ritrova nel grande vuoto quantico”, afferma l’artista che nei mesi scorsi ha già partecipato a due progetti digitali del museo Pushkin, in particolare Media Quarantine e Digital Exchange.

Non appena riapriranno i musei e gli spazi pubblici, poi, le opere di Giuliana Cunéaz si potranno vedere in due importanti mostre, la Biennale Light Art a Casa del Mantegna di Mantova a cura di Vittorio Erlindo (è, comunque, disponibile il tour virtuale) e Assalto al Castello. 14 artisti valdostani conquistano il Museo Gamba a cura di Davide Dall’Ombra che dopo la pausa invernale riaprirà il 1° aprile e si potrà visitare sino al 16 maggio. Sia a Mantova sia a Châtillon, Giuliana Cunéaz ha presentato due installazioni della serie tableaux vivants suggeriti da I Cercatori di Luce, il film immersivo su tre schermi che vede la partecipazione dell’attrice spagnola Angela Molina.  Si tratta di un’opera che ha richiesto oltre due anni di lavoro dove le figure reali agiscono all’interno di un paesaggio nanomolecolare in 3D, di sofisticata bellezza che diventa lo scenario nell’ambito del quale attori, ballerini e performer compiono azioni catartiche tese a migliorare il nostro habitat e le nostre condizioni di vita. I personaggi proposti nelle due installazioni sono Il Disegnatore di Luce (Casa del Mantegna) e Amabie (Museo Gamba). Se da un lato compare la figura del mago e del prestigiatore interpretato dall’attore Andrea Da Marco che esprime, con ironia, un’energia iniziatica e creatrice, dall’altra si profila Amabie, un personaggio della mitologia orientale che raffigura lo spirito benevolo della guaritrice (ad interpretarla è l’attrice Paola Corti) che sembra soccorrere l’umanità in una situazione particolarmente drammatica come quella causata dalla pandemia.

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