Il Prix Pictet, tra i principali concorsi fotografici a livello internazionale, giunto all’ottava edizione, fa tappa ora anche a Milano, con la grande mostra dedicata quest’anno al tema “Hope” (Speranza), arrivata in Italia, a febbraio, con la tappa veronese, una delle primissime mostre a riaprire dopo le chiusure causate dalla pandemia.

I 12 fotografi finalisti, protagonisti del percorso fotografico, esplorano i modi positivi in cui l’umanità sta affrontando le crisi ambientale e sociale dei nostri tempi. Una fonte di ispirazione per tutti anche nell’attuale contesto di crisi pandemica e di incertezza che stiamo vivendo.

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L’esposizione sarà allestita alla Fondazione Sozzani dal 7 al 28 novembre (ingresso 6€ – riduzione a 3€ nella fascia 6-26 anni – tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:30) e metterà in mostra le migliori opere selezionate tra primari artisti internazionali. Il tour mondiale proseguirà poi nelle città di Tel Aviv, Shanghai, Beijing e Dublino, tra le altre.

Prix Pictet 2021, #Prix Pictet arriva a Milano

Il Prix Pictet è stato istituito nel 2008 dal Gruppo Pictet, tra i principali gestori indipendenti in Europa. Ogni edizione è stata dedicata negli anni ad un tema specifico che mira a promuovere il dibattito su problematiche legate alla sostenibilità. Questa ottava edizione “Hope” è stata preceduta da: “Water” (prima edizione) e poi “Earth”, Growth”, “Power”, “Consumption”, “Disorder” e “Space”. Temi che raccontano il credo a 360 gradi del Gruppo Pictet nei confronti della sostenibilità come principio guida nella gestione degli investimenti e non solo. Proprio in questo contesto si inserisce l’organizzazione, da oltre dieci anni, del Prix Pictet, ad oggi il più importante concorso fotografico a livello globale, per aumentare la consapevolezza sugli inarrestabili cambiamenti in atto e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgente necessità di agire a favore di un modo più sostenibile.

Il presidente onorario, tra i fondatori del Prix Pictet, è stato fin dal 2008 Kofi Annan, il quale espresse la profonda speranza di poter ancora porre rimedio ai danni catastrofici cui il mondo sta assistendo. Da qui nasce oggi “Hope”. Il lavoro dei 12 fotografi finalisti sottolinea la grande speranza del Prix Pictet, la scommessa che tutti noi facciamo sul futuro: che l’arte possa incoraggiare all’azione e trionfare là dove le parole, da sole, hanno fallito.

Alessandra LositoResponsabile Italia di Pictet Wealth Management commenta: “Da sempre il Gruppo Pictet è impegnato a diffondere la consapevolezza sull’impatto positivo che ogni singolo individuo, non solo attraverso gli investimenti, può avere sull’ambiente. Con lungimiranza, nel 2008 i Partner del Gruppo hanno deciso di istituire il Prix Pictet per richiamare ulteriormente l’attenzione su questo tema e determinare un percorso nella sostenibilità anche attraverso il mezzo della fotografia. Da quando è stato fondato, 13 anni fa, anno dopo anno, il Prix Pictet si è accreditato come il principale premio fotografico al mondo sulla sostenibilità. La crisi ecologica che stiamo affrontando si è ultimamente esacerbata, eppure c’è ancora “speranza” ed è proprio questo che viene raccontato quest’anno dal lavoro dei 12 fotografi finalisti”.

Paolo Paschetta, Responsabile Italia di Pictet Asset Management conclude “Quello della sostenibilità è un tema da sempre caro nel Gruppo Pictet. Negli ultimi venti anni, siamo stati pionieri in progetti legati a tematiche ambientali su più fronti. Siamo promotori di numerose iniziative, non solo legate al mondo degli investimenti, che testimoniano il nostro impegno: il Prix Pictet è un’importante espressione della nostra volontà di giocare un ruolo attivo in questo ambito a 360° gradi. Non potremmo essere più orgogliosi del fatto che l’arrivo della mostra Hope a Milano coincida proprio con la riapertura a una nuova socialità e con un momento di positiva rinascita del Paese“.

La vincitrice dell’ottavo Prix Pictet è Joana Choumali. La fotografa ivoriana è stata premiata il 13 novembre 2019 al museo Victoria & Albert di Londra (durante l’inaugurazione ufficiale della mostra) per la serie Ça va aller (Andrà bene), che si compone di fotografie scattate a tre settimane dall’attacco terroristico sferrato la domenica del 13 marzo 2016 a Grand-Bassam, in Costa d’Avorio. Choumali è stata selezionata da una giuria indipendente presieduta da Sir David King, ex Special Representative for Climate Change del governo britannico, che ne ha descritto il lavoro come “una meditazione brillantemente originale sulla capacità dello spirito umano di trarre speranza e resilienza persino dagli eventi più traumatici“. Un messaggio forte, d’impatto e quanto mai calzante rispetto all’attuale contesto storico in cui ci troviamo. In ogni edizione del concorso, alle opere che meglio esprimono il tema, viene riconosciuto un premio del valore di 100mila franchi svizzeri.

I finalisti del Prix Pictet quest’anno sono: Shahidul Alam, nato nel 1955 a Bangladesh, residente a Dacca, Joana Choumali, nata nel 1974 in Costa d’Avorio, residente ad Abidjan; Margaret Courtney-Clarke, nata nel 1949, Namibia, residente a Swakopmund, Rena Effendi, nata nel 1977 a Baku, residente a Istanbul, Lucas Foglia, nato nel 1983 negli Stati Uniti, residente a San Francisco, Janelle Lynch, nata nel 1969 negli Stati Uniti, residente a New York, Ross McDonnell, nato nel 1979 in Irlanda, residente a New York, Gideon Mendel, nato nel 1959 in Sudafrica, residente a Londra, Ivor Prickett, nato nel 1983 in Irlanda, residente tra l’Europa e il Medio Oriente, Robin Rhode, nato nel 1976 in Sudafrica, residente a Berlino, Awoiska van der Molen, nata nel 1972 nei Paesi Bassi, residente ad Amsterdam, Alexia Webster, nata nel 1979 in Sudafrica, residente a New York.

vincitori delle sette edizioni precedenti sono Benoît Aquin (Water), Nadav Kander (Earth), Mitch Epstein (Growth), Luc Delahaye (Power), Michael Schmidt (Consumption), Valérie Belin (Disorder) e Richard Mosse (Space).

La prestigiosa giuria internazionale dell’ottava edizione del Prix Pictet è composta da: Sir David King, ex Special Representative for Climate Change del governo britannico (Presidente di giuria); Martin Barnes, Senior Curator of Photographs, Victoria and Albert Museum, Londra; Richard Mosse, vincitore del Prix Pictet Space; Philippe Bertherat, Member of the International Council of Sotheby’s; Jan Dalley, Arts Editor, Financial Times; Herminia Ibarra, Charles Handy Professor of Organisational Behaviour, London Business School; Jeff Rosenheim, Curator in Charge, sezione fotografia, The Metropolitan Museum of Art, New York; Kazuyo Sejima, Co-fondatrice di SANAA, studio vincitore del Pritzker Architecture Prize.

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