I dischetti, o floppy disk, sono ormai obsoleti e in via di estinzione, ma c’è chi li usa ancora per creare musica. Si tratta del Flop Rock, un genere musicale underground che sfrutta le limitazioni e le peculiarità dei vecchi supporti di memoria per produrre suoni originali e nostalgici.

Il Flop Rock è nato negli anni ’90, quando alcuni musicisti sperimentali hanno iniziato a usare i dischetti come strumenti musicali, modificandoli o collegandoli a sintetizzatori e computer. Il risultato è una musica che richiama i videogiochi e i film di fantascienza dell’epoca, ma anche le sonorità industriali e noise.

Uno dei pionieri del Flop rock è stato il tedesco Sascha Müller, che nel 1996 ha pubblicato il suo primo album Floppy Disk Music, composto interamente da suoni generati da dischetti. Da allora, il Flop rock ha trovato seguaci in tutto il mondo, soprattutto tra gli appassionati di retrocomputing e di cultura hacker.

Tra i principali esponenti del Flop rock ci sono il giapponese Yoppy, che usa i dischetti per creare melodie pop elettroniche, il francese Floppy, che li combina con chitarre e batterie per un sound più rock, e l’italiano Floppotron, che ha costruito una vera e propria orchestra di dischetti, stampanti e scanner.

Le principali band di Flop Rock

Il Flop rock è un genere musicale molto di nicchia e non esistono molte band che lo praticano. Tuttavia, ho trovato alcuni nomi che potrebbero interessarti:

  • Floppy Dee: una band tedesca che usa i dischetti per creare musica elettronica sperimentale, influenzata da Kraftwerk e Depeche Mode.
  • Diskette Park: un progetto solista di un musicista statunitense che si ispira alla vaporwave e alla musica ambientale, usando i dischetti come fonte di campionamenti e loop.
  • Flopstarz: una band olandese che mescola il Flop rock con il pop e il rock alternativo, cercando di creare un contrasto tra le sonorità retrò e moderne.

Il Flop rock è una musica che sfida le convenzioni e le mode, che recupera il fascino di una tecnologia dimenticata e che dimostra che la creatività non ha limiti. Come ha detto Sascha Müller:

“I dischetti sono come i vinili: hanno una vita propria, una personalità, una storia”.