Giovedì 23 luglio, alle ore 21.00, il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano si trasforma in un palcoscenico sospeso nel tempo per l’esecuzione integrale di Wish You Were Here, capolavoro dei Pink Floyd, nell’ambito della rassegna Estate al Castello.
Il disco che racconta un’assenza
Pubblicato nel 1975, Wish You Were Here nasce come tributo malinconico a un compagno perduto per strada: un album costruito attorno al vuoto lasciato da un amico che la fama e la fragilità avevano portato lontano. La title track, con il suo intro di chitarra acustica, è diventata una delle pagine più amate della storia del rock, mentre il lungo Shine On You Crazy Diamond apre e chiude il disco come un abbraccio rivolto a chi non c’è più.
I Pink Floyd e la nascita di un mito
Il gruppo si era formato a Londra nella seconda metà degli anni Sessanta, diventando presto uno dei nomi simbolo del rock progressivo grazie a sonorità sperimentali, lunghe suite strumentali e un uso innovativo della scenografia e della luce in concerto. Quel percorso, però, porta con sé il peso di un inizio segnato dalla perdita del proprio fondatore.
Syd Barrett, il genio che si è spento troppo presto
Syd Barrett aveva dato al gruppo il nome, il primo suono e l’immaginario visionario degli esordi, prima che un rapido declino psichico, aggravato dall’uso di sostanze, lo costringesse ad allontanarsi dalla band già nel 1968. Wish You Were Here è anche il modo in cui i compagni di un tempo hanno provato a tenerlo vicino attraverso la musica, raccontando un’assenza che non ha mai smesso di pesare.
La storia di Syd Barrett raccontata sul palco
Il progetto, firmato dal regista Marco Rampoldi con la drammaturgia di Paola Ornati, intreccia musica e teatro per restituire il rapporto tormentato tra la band e Barrett, interpretato sul palco da Matteo Pisu, già protagonista di un analogo ruolo in Dark Side 50.
Un cast di musicisti tra voce, chitarre e fiati
Sul palco una formazione completa firmata RARA Produzione del Teatro Franco Parenti, con voce, chitarre, tastiere, basso, batteria, sassofoni e cori, accompagnata da proiezioni e dalle traduzioni integrali dei testi originali.

No#News Magazine è il periodico dell’ozio, non nell’accezione oblomoviana del temine, ma piuttosto in quella dell’Antica Roma dell’otium, ovvero del tempo (libero) da impiegare in attività di accrescimento personale. L’ozio, quale uso ponderato del tempo.
Una luogo di analisi e dibattito (senza essere troppo pomposi) sulle numerose sfaccettature e forme che la cultura può assumere e della pienezza di emozioni che questa può dare.
Una rivista che osserva e narra il fermento delle “nove arti” e che indaga la società odierna al fine di fornire approfondimenti meditati e di lungo respiro.




























